Print Friendly, PDF & Email

Si chiama Bariclip ed è una nuova e innovativa procedura di chirurgia bariatrica grazie alla quale è possibile ridurre lo stomaco, come nella sleeve gastrectomy, ma in modo reversibile. Recentemente messa a punto, è stata eseguita, tra le prime volte in Italia, al Policlinico San Marco – Gruppo San Donato di Zingonia (BG). 

L’intervento è stato effettuato su 2 pazienti obesi, un uomo e una donna entrambi intorno ai 40 anni, con BMI di 36 e 37 associato a ipertensione arteriosa, dal professor Patrick Noel, professionista riconosciuto in Europa e nel mondo nell’ambito della chirurgia dell’obesità che ha contribuito allo sviluppo di questa tecnica, e dal professor Stefano Olmi, responsabile dell’Unità di Chirurgia Generale e Oncologica – Centro di Chirurgia Laparoscopica Avanzata – Centro di Chirurgia dell’Obesità del Policlinico San Marco.

“Siamo orgogliosi che il professor Noel, al quale ci lega da tempo un rapporto di profonda stima e fiducia, abbia scelto la nostra équipe e il nostro Centro di chirurgia dell’obesità, da anni Centro di eccellenza SICOB, per presentare in anteprima europea questa innovativa e promettente procedura”, commenta il professor Olmi. 

“Attualmente l’intervento di chirurgia bariatrica più diffuso al mondo è la sleeve gastrectomy, grazie alla sua efficacia e al minor numero di effetti collaterali rispetto ad altre procedure, come quelle di tipo malassorbitivo o al bendaggio gastrico. Si tratta però di un intervento irreversibile – approfondisce Olmi -. 

Recentemente è stata proposta questa nuova tecnica: una gastroplastica verticale laparoscopica che riproduce il concetto restrittivo della sleeve, ma con una clip in titanio rivestita di silicone, chiamata Bariclip, che garantisce un meccanismo completamente reversibile. Questo significa che può essere rimossa, ad esempio, qualora non si raggiunga il calo ponderale auspicato e si renda quindi necessario convertire la procedura in un altro intervento bariatrico”. 

La clip, impiantata per via laparoscopica, divide lo stomaco in2 sezioni verticali. Una volta chiusa, agisce come una procedura restrittiva creando una tasca gastrica attraverso la quale può passare il cibo ed “escludendo” il resto dello stomaco che può comunque essere esplorato con un endoscopio. Non c’è quindi come nella sleeve gastrectomy l’asportazione di una parte dello stomaco, effettuata con delle suturatrici meccaniche, ma viene posizionata questa lunga clip con una pressione sufficiente sulle pareti gastriche tale da mantenere chiuso il tubo gastrico formato, senza causare ischemia, ulcerazioni o lesioni alla regione trattata. 

L’obiettivo di questa procedura, come nella sleeve, è quello di favorire una sensazione di sazietà
precoce, diminuendo così il desiderio di cibo e limitando il volume di cibo consumato. 

I pazienti candidabili all’intervento sono in particolare: quelli a più alto rischio fistole, come i diabetici; chi ha seguito per lungo tempo terapie con corticosteroidi; chi ha un un BMI tra 30 e 40 e non necessita di un calo ponderale imponente; chi non vuole sottoporsi a una procedura irreversibile.

I dati degli studi finora effettuati a medio termine sono incoraggianti: a più di 3 anni, più del 92% dei pazienti hanno migliorato la propria qualità di vita grazie al dimagrimento conseguente all’intervento. Alcuni dati, inoltre, sembrano indicare un minor rischio di sviluppare problemi di reflusso gastrico post intervento. Infine, le complicanze nell’immediato post operatorio, come la fistola, parrebbero quasi azzerate”.

L’Unità di Chirurgia diretta dal professor Stefano Olmi al Policlinico San Marco sarà il centro italiano di riferimento per questa procedura all’interno di uno studio multicentrico internazionale che ha come obiettivo confermare l’efficacia dell’intervento anche a lungo termine.

Share Button