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Martedì 1° marzo 2022, sarà online Papageno.news, il primo sito internet italiano che fornisce indicazioni sul modo più corretto di fare informazione sui casi di suicidio, o tentato suicidio, specie nel caso di adolescenti, con l’obiettivo di ridurre al massimo il rischio di emulazione ma senza comprimere il diritto di cronaca e all’informazione. Il sito si rivolge innanzitutto ai professionisti dell’informazione e della comunicazione, ma si propone di essere utile a tutti coloro che intendono pubblicare contenuti su queste tematiche, con qualsiasi mezzo, dalla carta, ai video, ai social media.

Papageno.news nasce a partire dal progetto pilota “Prevenzione del suicidio in adolescenza” del Dipartimento di Scienze della Sanità pubblica e pediatriche dell’Università di Torino, coordinato dal Prof. Benedetto Vitiello e dalla ricercatrice Chiara Davico, sostenuto da Fondazione CRT. Il progetto è frutto di una collaborazione, avviata ormai da due anni, tra il Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” dell’Università di Torino e i neuropsichiatri del Dipartimento di Scienze della Sanità pubbliche e pediatriche dello stesso ateneo, sul percorso di formazione di allievi e allieve del Master in Giornalismo che ha come focus la complessa tematica del rapporto tra i media e il suicidio in adolescenza.

Le linee guida internazionali, a partire da quanto pubblicato dall’Organizzazione mondiale della Sanità identificano nella formazione dei media uno dei principali obiettivi per la pianificazione delle strategie di prevenzione del suicidio a livello globale e nazionale. La letteratura scientifica internazionale è infatti oramai univocamente in accordo nel riconoscere l’esistenza di quello che viene definito “effetto Wether”, ossia l’effetto negativo sulla incidenza di suicidi legata ad un certo modo di comunicare le notizie di suicidio da parte dei media.

Parallelamente sempre di più sono disponibili dati di letteratura che confermano l’esistenza dell’effetto “Papageno”, ossia un effetto protettivo che i media possono avere nel ridurre l’incidenza dei suicidi. Come pubblicato su “Lancet Public Health” nel numero di febbraio 2022 in una meta-analisi che ha considerato tutti gli studi pubblicati sull’argomento, la narrazione, da parte dei media, di storie di speranza e di guarigione, ha un effetto protettivo per le persone che presentano una vulnerabilità in relazione al potenziale suicidio. La gestione attenta della cronaca sui casi di suicidio consente di ridurre il rischio emulativo.

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