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Una nuova stumentazione, la Criopinza endoscopica, è stata consegnata nei giorni scorsi alla Struttura Semplice di Broncologia Diagnostica ed Interventistica dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena. La nuova workstation per crio-chirurgia è stata acquisita anche grazie alla generosa donazione da parte del Banco BPM, e consente di implementare il potenziale diagnostico-operativo della struttura a servizio degli utenti.

Questa strumentazione – spiega il prof. Enrico Clini, Direttore delle Malattie dell’Apparato Respiratorio – consente un significativo miglioramento nella diagnostica istologica delle patologie interstiziali diffuse (ILDs), affezioni eterogenee che nel 30% dei casi rimangono senza una certa diagnosi istologica, affidata ai soli dati clinici e radiologici. In questo sottogruppo di pazienti, in particolare, la biopsia transbronchiale con criopinza consente un approfondimento diagnostico essenziale ai fini delle cure. La resa diagnostica che si può ottenere con la criobiopsia è variabile, ma nella casistica più numerosa riportata in letteratura la diagnosi istologica è possibile nell’87,7% dei casi e una diagnosi finale viene ottenuta nel 90% di casi ove l’approccio sia condotto attraverso un team multidisciplinare, integrando le informazioni istologiche ottenute con la criopinza a quelle cliniche e radiologiche”.

“La criochirurgia in ambito broncoscopico – aggiunge il dottor Alessandro Marchioni, Responsabile della Broncologia Diagnostica e Interventistica – consente anche un ampliamento dell’utilizzo in ambito di interventistica broncoscopica come la rimozione dei corpi estranei, la devitalizzazione dei tumori in situ endobronchiali, la resezione endoscopica delle neoplasie endobronchiali con ricanalizzazione delle vie aeree”.

La Struttura Semplice di Broncologia Diagnostica ed Interventistica, aggregata al reparto Malattie Apparato Respiratorio, con i suoi professionisti dedicati effettua oltre 1.500 procedure broncoscopiche all’anno, di cui 25-30% di tipo operativo-interventistico, ed è di assoluto riferimento provinciale.

Poiché presso la AOU di Modena è presente un team multidisciplinare che si occupa di patologie rare del polmone (MARP) che valuta circa 200 nuovi casi di pneumopatia interstiziale diffusa/anno, l’introduzione di questa nuova metodica in ambito clinico potrà consentire di rendere più efficiente la resa diagnostica e la cura tempestiva dei pazienti in almeno 20-40 casi a eziologia incerta.

La dotazione di workstation per crio-chirurgia è già in uso nei maggiori centri di Pneumologia Interventistica nazionale.

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