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3 italiani vincono il Bayer Hemophilia Awards Program 2019

Sono ben tre, infatti, i medici Italiani premiati al Bayer Hemophilia Awards Program, il programma che sostiene progetti di ricerca clinica e di base, oltre ad iniziative educazionali in emofilia in tutto il mondo.

I premiati sono Pasquale Agosti e Roberta Gualtierotti, medici specialisti della U.O.C. Medicina Generale – Emostasi e Trombosi presso la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e Mirko Pinotti, Professore Associato del Dipartimento di Scienze della Vita e Biotecnologie dell’Università di Ferrara, vincitori nelle seguenti categorie e rispettivi lavori:

Fellowship Project Award assegnato a Pasquale Agosti con il progetto “Minimum baseline FVIII levels required to prevent bleeding episodes: A study in mild haemophilia”.

Clinical Research Award assegnato a Roberta Gualtierotti con il progetto “Detection of novel biomarkers for hemophilic arthropathy via transcriptome analysis”.

Basic Research Award assegnato a Mirko Pinotti con il progetto “Base Editing of DNA as a New Therapeutic Option for Haemophilia A”.

I progetti di ricerca, scelti tra i 29 ricevuti quest’anno da ben 10 Paesi, sono stati selezionati per la loro rilevanza scientifica da dieci esperti provenienti da India, Stati Uniti, Paesi Bassi, Finlandia, Canada, Germania, Giappone e Italia.

Con il BHAP, lanciato nel 2002, Bayer ha assegnato oltre 300 premi a medici e operatori sanitari di 33 Paesi, per un totale di 36 milioni di dollari e ha contribuito a più di 400 pubblicazioni, presentazioni di poster e altre comunicazioni scientifiche da parte dei premiati.

Già fissate le date per partecipare all’edizione 2020-2021: il 30 novembre è la scadenza per l’invio della lettera di intenti, fine febbraio 2021 quella per l’invio della “full proposal”.

In Italia, nel corso degli anni, sono stati assegnati 35 premi nelle differenti categorie.

“Il Bayer Hemophilia Awards Program – dichiara Simona Gatti – Responsabile Medical Affairs Specialty di Bayer in Italia– è motivo di orgoglio per la nostra azienda, da sempre impegnata nel sostegno alla ricerca scientifica per lo studio di opzioni di trattamento in grado di limitare in maniera efficace i disturbi emorragici dei pazienti con emofilia”.

“Siamo molto contenti – prosegue la Dottoressa Gatti – che questi riconoscimenti siano stati assegnati a tre ricercatori italiani, a dimostrazione dell’eccellenza del nostro Paese e del grande impegno a migliorare la qualità di vita delle persone che convivono con questa patologia rara del sangue”.

A conferma del costante impegno nei confronti della comunità emofilica, Bayer ha sostenuto, anche quest’anno, FedEmo in occasione della XVI Giornata Mondiale dell’Emofilia che si è celebrata lo scorso 17 settembre.

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