Tumore del timo metastatico: l’Italia approva la rimborsabilità di una cura innovativa

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 20 giugno 2025, il Servizio Sanitario Nazionale ha incluso tra le terapie rimborsabili la combinazione di ramucirumab, carboplatino e paclitaxel per il carcinoma timico metastatico non precedentemente trattato.
Fino ad oggi disponibile solo in regime di solvenza o off-label, con un costo stimato di 111.946 euro a paziente, il trattamento è ora erogabile gratuitamente, con benefici diretti per chi affronta la malattia, per le famiglie e per il sistema sanitario.
La nuova opzione terapeutica arriva grazie allo studio RELEVENT, studio di ricerca indipendente promosso dalla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e recentemente pubblicato sulla rivista “Annals of Oncology”, condotto in collaborazione con altri cinque centri italiani del network TYME.
“La combinazione di ramucirumab e chemioterapia ha mostrato tassi di risposta mai visti prima, con una sopravvivenza libera da progressione mediana di 18.1 mesi – spiega la Dottoressa Claudia Proto, oncologa e Principal Investigator dello studio –. È un risultato straordinario per una neoplasia così aggressiva ma anche rara, per la quale mancavano valide alternative come prima linea di trattamento”.
Il carcinoma timico metastatico è una malattia rarissima, spesso diagnosticata in adulti giovani. La natura accademica e multicentrica dello studio ha permesso di includere pazienti da tutto il territorio nazionale, superando i limiti dei piccoli numeri che penalizzano la ricerca nei tumori rari.
“Non è solo una terapia efficace – sottolinea Monica Ganzinelli, biologa e coautrice dello studio –, ma anche un modello di ricerca pubblica che impatta direttamente su equità e sostenibilità”.
La terapia è oggi riconosciuta come nuovo standard terapeutico a livello nazionale e internazionale, grazie a un progetto quinquennale finanziato da AIFA e supportato da Eli Lilly, che ha gratuitamente fornito il farmaco ramucirumab durante il trial.
“Abbiamo costruito un modello organizzativo replicabile anche per altre patologie rare – dichiara il Dottor Giuseppe Lo Russo, oncologo Unità Toraco-Polmonare dell’INT –. Oggi questa cura è disponibile su tutto il territorio nazionale anche nei più piccoli centri pubblici non universitari, a dimostrazione di quanto il sistema pubblico possa ottenere quando lavora in rete”.
Il Professor Filippo De Braud, Direttore del Dipartimento e della Divisione di Oncologia Medica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, ha espresso orgoglio per il lavoro dei giovani medici coinvolti nello studio, formatisi all’interno dell’Istituto. Ha sottolineato come questo risultato sia anche frutto di una politica attiva di promozione del ricambio generazionale e valorizzazione dei talenti più promettenti, confermando ancora una volta il ruolo guida dell’INT nella formazione e nella ricerca clinica oncologica. L’Istituto, promotore dello studio e della richiesta di rimborsabilità, ospiterà il 1° ottobre 2025 il secondo congresso nazionale del network TYME, che oggi riunisce 33 centri italiani specializzati nelle neoplasie timiche.

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