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Isatuximab sottocutaneo di Sanofi approvato nell’UE come primo trattamento antitumorale somministrabile tramite iniettore indossabile

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La Commissione Europea ha approvato isatuximab sottocutaneo in combinazione con regimi standard di cura per il trattamento di pazienti con mieloma multiplo in tutte le indicazioni esistenti di isatuximab per la formulazione endovenosa. Isatuximab è la prima terapia antitumorale nell’UE ad essere somministrata in SC sia attraverso un iniettore indossabile sia tramite iniezione manuale e può fornire flessibilità di somministrazione sia al domicilio del paziente che in ambito ambulatoriale.

“L’approvazione di isatuximab in formulazione sottocutanea con somministrazione sia manuale sia tramite OBI rappresenta un passo in avanti significativo per la comunità ematologica italiana,” afferma Elena Zamagni, Professore Associato di Ematologia all’Università di Bologna ed ematologa presso l’IRCCS Policlinico Sant’Orsola di Bologna. “Il mieloma multiplo è sempre più una malattia cronica, con trattamenti ripetuti che pesano sulla quotidianità di pazienti e famiglie e sulle strutture ospedaliere. Come ematologi, abbiamo la responsabilità di garantire la migliore efficacia terapeutica e di rendere il percorso di cura sostenibile nel lungo periodo. L’iniettore indossabile va in questa direzione: consente di mantenere l’efficacia clinica di isatuximab, alleggerendo il carico logistico per pazienti, caregiver e team di cura, con la flessibilità di somministrazione anche fuori dall’ospedale.”

Dal momento del lancio nel 2020, isatuximab è stato prescritto a pazienti in tutto il mondo. Isatuximab IV è attualmente approvato in quattro indicazioni nell’UE, incluse la combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone sia nel MM di nuova diagnosi non eleggibile al trapianto che nel NDMM eleggibile al trapianto. Nel MM recidivato e/o refrattario, isatuximab è approvato in combinazione con pomalidomide e desametasone o con carfilzomib e desametasone. L’approvazione di isatuximab SC, che segue il parere positivo del Comitato dei Medicinali per Uso Umano dell’Agenzia Europea dei Medicinali, si basa sui risultati dello studio registrativo IRAKLIA di fase 3 nel MM R/R, che ha dimostrato la non inferiorità della formulazione SC di isatuximab rispetto alla IV, nonché su altri studi.

“I risultati dello studio IRAKLIA hanno dimostrato la non inferiorità della formulazione sottocutanea di isatuximab con l’iniettore automatico e indossabile, rispetto alla formulazione endovenosa, mantenendo un profilo di sicurezza in linea con gli studi precedenti e una riduzione delle reazioni da infusione,” commenta Claudio Cerchione, Dirigente medico ricercatore in ematologia presso l’IRCCS Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio dei Tumori di Meldola (FC) e Professore a contratto. “L’esperienza clinica ha evidenziato come CirCLIQ semplifichi notevolmente il processo di somministrazione, venendo incontro alle esigenze di pazienti, caregiver e team di cura, che può così dedicare più tempo all’assistenza personalizzata e al monitoraggio clinico dei pazienti, elementi fondamentali nella gestione del mieloma multiplo.”

Gli studi IRAKLIA e IZALCO suggeriscono che l’uso di un OBI può essere associato a maggiore semplicità, flessibilità, praticità e soddisfazione del paziente rispetto alla somministrazione IV, e che pazienti e operatori sanitari preferiscono l’OBI rispetto alla somministrazione SC manuale. Nello studio IRAKLIA di fase 3, il 70% dei pazienti trattati con isatuximab SC somministrato tramite OBI ha riferito di essere soddisfatto o molto soddisfatto dell’iniezione rispetto al 53,4% dei pazienti che hanno ricevuto isatuximab IV. Nello studio IZALCO di fase 2, dopo aver sperimentato entrambi i metodi di somministrazione, il 74,5% dei pazienti ha preferito isatuximab SC somministrato tramite OBI rispetto all’iniezione manuale, rispetto al solo 17% che ha preferito l’iniezione manuale e all’8,5% senza preferenza, rafforzando la forte preferenza del paziente per la somministrazione semplificata e senza intervento manuale.

“Per le persone con mieloma multiplo e i loro caregiver, la prospettiva di poter ricevere il trattamento a casa, in ambulatorio o nelle strutture sanitarie di prossimità premendo solo un bottone significa concretamente guadagnare tempo e qualità di vita,” afferma Giuseppe Toro, Presidente di AIL – Associazione Italiana contro le Leucemie, linfomi e mieloma. “Come AIL, accogliamo con entusiasmo ogni innovazione che metta al centro le esigenze reali delle persone che convivono con questa patologia, riducendo il peso logistico ed emotivo di un percorso terapeutico già di per sé lungo e complesso, senza compromettere l’efficacia delle cure.”

Isatuximab sarà utilizzato in combinazione con l’OBI CirCLIQ di Enable Injections, un iniettore automatizzato, sviluppato utilizzando la piattaforma enFuse e progettato per somministrare per via sottocutanea isatuximab con la pressione di un pulsante sia in ambito ambulatoriale che domiciliare. Isatuximab SC somministrato tramite l’OBI CirCLIQ utilizza un ago retrattile nascosto, più sottile e di dimensioni inferiori rispetto agli aghi comunemente utilizzati per le iniezioni sottocutanee di grandi volumi di farmaco.

Nello studio IRAKLIA, il primo studio di fase 3 ad incorporare l’uso di un OBI nel trattamento del MM, isatuximab SC somministrato tramite OBI in combinazione con Pd ha mostrato un tasso di risposta obiettiva del 71,1%, confrontato con il 70,5% con isatuximab IV-Pd, stabilendo la non inferiorità, in pazienti adulti con MM R/R che hanno ricevuto almeno una linea di trattamento precedente.

Il profilo di sicurezza complessivo di isatuximab SC-Pd osservato in questo studio è stato coerente con il profilo di sicurezza consolidato di isatuximab IV-Pd. Reazioni sistemiche all’infusione si sono verificate nel 25% dei pazienti che hanno ricevuto isatuximab IV-Pd e nell’1,5% dei pazienti trattati con isatuximab SC-Pd. Non sono stati osservati nuovi segnali di sicurezza, eccetto per reazioni locali nel sito di iniezione di basso grado che si sono verificate nello 0,4% delle iniezioni OBI. Quasi tutte le ISR erano di grado 1, eccetto un episodio di grado 2.

Gli eventi avversi non ematologici più comuni di grado ≥3 sono stati polmonite, COVID-19 e infezione delle vie aeree superiori. Le anomalie di laboratorio ematologiche più comuni di grado ≥3 sono state neutropenia, trombocitopenia e anemia.

Nei pazienti provenienti da paesi dove la somministrazione domiciliare era consentita, la durata mediana dell’iniezione con isatuximab SC tramite OBI è stata la stessa tra somministrazione in ambito ospedaliero e domiciliare. La somministrazione domiciliare è stata ben tollerata senza nuovi segnali di sicurezza e tutte le iniezioni sono state completate.