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Seegene sviluppa un test per l’identificazione delle mutazioni caratterizzanti le varianti COVID-19

Seegene ha sviluppato il primo test al mondo per l’identificazione delle mutazioni caratterizzanti le varianti COVID-19.

Questo nuovo test non solo rileva COVID-19, amplificandone un gene specifico conservato, ma identifica anche le principali mutazioni che sembrano aver avuto origine dal Regno Unito, dal Sud Africa e da altre regioni tra cui Giappone e Brasile.

Il test è quindi in grado di effettuare un primo screening per la presenza di varianti del virus SARS-CoV-2 già in fase di analisi in Real Time PCR, ancora prima di un eventuale successivo sequenziamento del genoma virale.

Il nuovo prodotto di Seegene integra almeno dieci delle sue tecnologie proprietarie, tra cui il metodo PCR multiplex real-time mTOCE, tecnologia all’avanguardia di cui Seegene detiene l’esclusiva. Questa tecnologia innovativa consente al test di rilevare un punto specifico in cui si verifica la mutazione, consentendo il rilevamento e la differenziazione precisa del coronavirus e delle sue varianti mutate in una singola provetta di reazione.

Un’altra caratteristica chiave del nuovo test Seegene è il controllo interno endogeno, in grado di verificare l’intero processo di analisi, inclusa la corretta raccolta del campione clinico.

Utilizzando l’innovativo sistema in silico di sviluppo di nuovi test, Seegene è in grado di monitorare ed analizzare costantemente il database mondiale contenente le sequenze note di COVID-19, e di intervenire rapidamente sullo sviluppo di nuovi prodotti analitici.

Attualmente i governi e le autorità sanitarie di tutto il mondo sono costretti a fare affidamento sul sequenziamento dei singoli campioni per identificare le varianti di virus tra i casi positivi per COVID-19, procedura non applicabile a test di massa. Un funzionario di Seegene ha affermato che il suo “nuovo test diagnostico per le varianti COVID-19 aumenterà in modo significativo la capacità analitica di massa nella lotta contro la diffusione globale di virus mutanti, laddove il tempo è il fattore chiave per controllare la pandemia”.

L’attuale diagnostica dell’infezione COVID-19 si basa sui test PCR o sui test rapidi antigenici o la

rilevazione di anticorpi. Questi attuali metodi diagnostici hanno dei limiti nello screening delle varianti virali, ponendo un freno alla prevenzione efficace delle epidemie. Il solo test PCR potrebbe essere in grado di esaminare e identificare le varianti, ma eseguirlo in una singola provetta di reazione non risultava possibile fino allo sviluppo del nuovo test Seegene per le varianti COVID-19.

Secondo il funzionario dell’azienda, Seegene prevede di “fornire prioritariamente i suoi test per le varianti COVID-19 alle organizzazioni e ai governi globali”.

Il funzionario ha aggiunto che la società continuerà il suo lavoro per “adempiere al dovere di azienda leader mondiale di diagnostica molecolare lavorando a stretto contatto con le autorità sanitarie di tutto il mondo”.

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