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Nei giorni scorsi è stato raggiunto un importante traguardo dalla Gastroenterologia del Ca’ Foncello di Treviso, diretta dal dr Stefano Benvenuti: ad un paziente di 91 anni è stato rimosso un tumore maligno precoce dello stomaco, quello che in medicina si chiama early gastric cancer, con una tecnica endoscopica mini invasiva. Fino a poco tempo fa questo tipo di tumore poteva essere trattato solo con asportazione chirurgica dello stomaco. Un intervento, come si può immaginare, molto rischioso in età avanzata.
L’innovativa tecnica endoscopica mini invasiva è una tecnica avanzata e complessa che asporta il tumore tramite gastroscopia con dissezione endoscopica sottomucosa, modalità inventata da medici giapponesi e in progressiva diffusione nei Paesi occidentali.
Applicando questa tecnica l’equipe del dr Benvenuti è riuscita, coadiuvata dal gruppo di anestesisti diretti dal dr Farnia, a rimuovere completamente la neoplasia, dissecando e asportando in toto il tumore. L’esame istologico ha confermato che il tumore è stato rimosso radicalmente ed oncologicamente la rimozione non ha lasciato alcuna malattia in situ e quindi il paziente può essere considerato guarito.
“Siamo contenti dell’obiettivo raggiunto – commenta il dr Benvenuti – e soprattutto di aver dimostrato che la tecnica, come in questo caso, può essere applicata anche in età avanzata, come in questo caso, grazie alla sua mini invasività che lascia integro lo stomaco. Questo obiettivo – prosegue il dr Benvenuti – è tanto più apprezzabile perché condotto in una situazione sanitaria critica come quella attuale, a voler dire che le innovazioni nella terapia oncologica non si fermano e si applicano anche in età sempre più avanzate, per fornire a tutti le più ampie possibilità di guarigione”.
“Quella che arriva dalla nostra Gastroenterologia è una duplice buona notizia – sottolinea il direttore generale, Francesco Benazzi – da un lato rappresenta, infatti, la conferma di come prosegua, anche nel pieno dell’emergenza covid, l’attività chirurgica oncologica, al fine di non ritardare gli interventi sui pazienti con il tumore. Dall’altro apre nuove possibilità per i pazienti più anziani ancora in buone condizioni generali, per i quali la chirurgia tradizionale comporta notevoli rischi”.

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