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Ospedale di Schiavonia: eseguito impianto di pace-maker in un paziente con polmonite da COVID-19

Un uomo di 78 anni, ricoverato nella Terapia Intensiva degli Ospedali RiunitiPadova Sud di Schiavonia per una grave polmonite da Covid-19 e una importante, concomitantevalvulopatia aortica, è stato sottoposto con successo a un impianto di pace-maker bicamerale definitivo.L’operazione, che ha corretto un blocco atrio-ventricolare completo che causava nell’anziano una gravebradicardia, è stata la prima del genere nel Veneto.La procedura, eseguita dalla dottoressa Barbara Ignatiuk dell’Unità operativa complessa di Cardiologiadiretta dal dottor Giampaolo Pasquetto, insieme con le infermiere dell’Emodinamica AlessandraCelestino e Viviana Levorato, alla presenza dell’anestesista Elena De Marzi, è stata pianificata conestrema attenzione e scrupolosità secondo i protocolli vigenti emanati dalle Società Scientifiche pergarantire massima protezione agli operatori sanitari.La sanificazione della sala, la preparazione delpaziente e l’intervento sono durati complessivamente tre ore. Il quadro clinico del 78enne è inprogressivo miglioramento. “Oltre ai polmoni, anche il cuore si sta rivelando giorno dopo giorno un possibile bersaglio delcoronavirus. In caso di infezione da Covid-19, i pazienti coronaropatici e valvulopatici, gli ipertesi e idiabetici sono più a rischio di complicanze e di esito infausto. Le malattie cardiovascolari – commenta ildr. Pasquetto – sembrano rappresentare un moltiplicatore del rischio di morte in caso di infezione dacoronavirus. E il coinvolgimento cardiaco può assumere tanti aspetti: dalle sindromi coronariche acute einfarto miocardico, alla riacutizzazione di uno scompenso cardiaco, alla miocardite, alle aritmie ipo-cinetiche ed ipercinetiche”.I pazienti più a rischio di complicanze cardiache da Covid-19, oltre quelli affetti da malattie cardiachenote, sono gli anziani e quelli con fattori di rischio cardiovascolare, quali ipertensione e diabete.Perquesto motivo, da quando Schiavonia è diventata Covid-hospital, i cardiologi, oltre a lavorare a tempopieno nei reparti Covid, hanno iniziato una reperibilità h24 per poter attivare tempestivamente le sale diEmodinamica ed Elettrofisiologia in caso di gravi complicanze cardiache. Un plauso va anche alpersonale infermieristico della Cardiologia, coordinato da Maristella Rocca che, con la presenzacostante in Terapia Intensiva, ha garantito la reperibilità h24.“Siamo fieri dei nostri operatori sanitari che, con coraggio, affrontano l’emergenza nell’emergenza. Ènelle situazioni stra-ordinarie come questa – sottolinea il direttore generale dell’Ulss 6 Euganea,Domenico Scibetta – che si riconoscono i veri professionisti, e hanno il volto di queste donne e questiuomini che non si fermano davanti a nulla, servendo con slancio, tenacia e competenza la nostra SanitàVeneta”.

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