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Disordini del movimento: istituita in Fondazione Don Gnocchi la “Rete Tossina Botulinica”

Cinque Centri coinvolti, con l’obiettivo di migliorare i servizi per i pazienti affetti da disordini del movimento. La Fondazione Don Gnocchi ha istituito la “Rete Tossina Botulinica”, coordinata dalla dottoressa Anna Castagna, neurologa e responsabile dell’Ambulatorio Tossina Botulinica del Centro IRCCS “Don Gnocchi” di Milano. Ne fanno parte i servizi clinici della Fondazione che utilizzano la tossina botulinica nei percorsi di cura e riabilitazione dei propri assistiti nelle strutture di Parma, Firenze, La Spezia e Rovato (Bs), oltre all’IRCCS di Milano.

«La Rete – spiega la dottoressa Castagna – ha la finalità di garantire l’elaborazione e diffusione di linee guida e percorsi clinico assistenziali e riabilitativi definiti e omogenei. Il tutto per migliorare ulteriormente la qualità tecnico-scientifica dell’assistenza specialistica, garantire l’aggiornamento continuo tecnico-professionale degli operatori e l’aggiornamento gestionale di settore, e favorire lo sviluppo dell’attività scientifica».

Sono molte le patologie legate ai disordini del movimento, prese in carico da anni dalla Fondazione con équipe multidisciplinari: la malattia di Parkinson, i parkinsonismi atipici, la distonia, il tremore o che presentano spasticità in esiti di ictus cerebri, sclerosi multipla, trauma cranico o midollare, paralisi cerebrale infantile, gravi cerebrolesioni acquisite, paraparesi spastica familiare.

Negli ambulatori i pazienti sono sottoposti ad approfondimenti diagnostici e al trattamento iniettivo intramuscolare con tossina botulinica, un farmaco utilizzato in clinica da più di trent’anni, che agisce a livello muscolare interagendo in modo transitorio nel processo di trasmissione dell’impulso nervoso tra nervo e muscolo. La tossina botulinica viene inoculata con utilizzo di guida ecografica ed elettromiografica per migliorare la definizione del muscolo da infiltrare e ottimizzare il risultato terapeutico.

Il trattamento con tossina botulinica può essere associato, a seconda dei casi, a varie tecniche di riabilitazione neuromotoria, praticate da professionisti specializzati e validate da protocolli scientifici di ricerca. I programmi riabilitativi personalizzati per i diversi disturbi del movimento comprendono anche esercizi di riapprendimento sensori-motorio con biofeedback o mirror therapy, il metodo di rieducazione visuo-spaziale, i bendaggi funzionali e neuromuscolari, i tutori articolari di posizione o dinamici, la rieducazione del cammino e dell’arto superiore con sistemi tecnologici avanzati e robotizzati, l’elettrostimolazione.

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