C’è un legame diretto tra alimentazione e salute del microbiota vaginale

C’è un legame diretto tra l’alimentazione e l’equilibrio del microbiota vaginale, fondamentale per il benessere della donna e per la salute riproduttiva. A mostrarlo è uno studio pubblicato su “Frontiers in Cellular and Infection Microbiology”, che ha coinvolto diverse studiose e studiosi dell’Università di Bologna.

A partire da un campione di 113 giovani donne, l’indagine ha messo in relazione la composizione della flora batterica vaginale con le abitudini alimentari, mostrando che un elevato consumo di proteine animali o di alcol porta a uno squilibrio del microambiente, mentre una dieta ricca di fibre, amido, proteine vegetali e acidi grassi omega-3 favorisce un microbiota più stabile e resiliente.

“Questa indagine mostra per la prima volta l’esistenza di un legame diretto tra dieta e composizione del microbiota vaginale, sottolineando in particolare l’importante ruolo di macronutrienti come carboidrati, grassi e proteine nell’influenzare l’equilibrio del microambiente”, spiega Antonella Marangoni, professoressa al Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna, tra i coordinatori dello studio. “I risultati che abbiamo ottenuto aprono nuove prospettive per la prevenzione di disturbi vaginali, soprattutto in donne soggette a recidive o in fasi delicate della vita, come la gravidanza”.

Al centro di un microbiota vaginale sano c’è l’azione dei lattobacilli: batteri benefici che prevengono la colonizzazione e proliferazione di microrganismi dannosi. La carenza di lattobacilli e il conseguente aumento di alcune specie di batteri anaerobi, capaci di vivere in ambienti privi di ossigeno, porta alla vaginosi batterica: una condizione associata a un maggiore rischio di infezioni e di problemi durante la gravidanza e il parto.

Mentre era noto il ruolo dell’alimentazione tra i fattori che contribuiscono a regolare il microbiota vaginale, fino ad oggi non era chiaro in che modo i diversi macronutrienti possano favorirne o danneggiarne l’equilibrio. Per approfondire questo aspetto, gli studiosi hanno quindi realizzato un’indagine trasversale che ha coinvolto un campione di 113 giovani donne tra i 19 e i 30 anni, confrontando abitudini alimentari e composizione del microbiota.

“Dai dati è emerso che un consumo elevato di alcol o di proteine animali – soprattutto se provenienti da carne rossa o processata – è associato a uno squilibrio del microambiente vaginale, con una maggiore presenza di patogeni tipici della vaginosi batterica”, dice Marangoni. “Il consumo di proteine animali potrebbe infatti da un lato aumentare i livelli dei marcatori di infiammazione e quindi alterare l’equilibrio del microambiente, e dall’altro portare alla produzione di metaboliti potenzialmente tossici e favorire quindi la crescita di batteri dannosi”.

Quali sono allora gli alimenti che aiutano l’equilibrio del microbiota vaginale? La risposta è una dieta ricca di fibre, amido, proteine vegetali e acidi grassi omega-3, presenti ad esempio in semi e frutta secca.

“Il consumo abituale di questi alimenti è risultato associato a un microbiota più stabile e resiliente, con una forte predominanza di Lactobacillus crispatus: un batterio legato a una condizione di benessere vaginale, grazie alla produzione di metaboliti protettivi per la mucosa e alla sua attività antimicrobica”, conferma Marangoni. “Sappiamo del resto che gli acidi grassi omega-3 hanno un ruolo importante nel ridurre i livelli di infiammazione nell’intestino e possiamo ipotizzare un effetto simile anche per l’ambiente vaginale, mentre proteine vegetali, fibre e amido aiutano a impedire la proliferazione di microrganismi che possono portare alla vaginosi batterica”.

L’attenzione all’alimentazione, insomma, si conferma fondamentale anche per la salute intima: un consumo ridotto di alcol e proteine animali e un maggiore apporto di proteine vegetali e acidi grassi possono avere un effetto benefico per la protezione dell’ambiente vaginale.

“Questi risultati confermano anche l’importanza del cosiddetto ‘asse intestino-vagina’, ovvero l’interazione sistemica tra dieta, microbiota intestinale e flora vaginale”, aggiunge Marangoni. “Una dieta sana può favorire l’equilibrio vaginale, regolando il traffico di specie batteriche tra intestino e vagina e modulando il livello e le tipologie di metaboliti prodotti dal microbiota”.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “Frontiers in Cellular and Infection Microbiology” con il titolo “Dietary habits and vaginal environment: can a beneficial impact be expected?” Per l’Università di Bologna hanno partecipato Marielle Ezekielle Djusse, Sara Morselli, Claudio Foschi, Paola Castellano e Antonella Marangoni del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, insieme a Francesca Danesi e Luca Laghi del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-alimentari.

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