La sanità è il prossimo bersaglio del cybercrime?

I sistemi della sanità pubblica, dai record elettronici ai dispositivi medici, sono più vulnerabili di quanto pensiamo. E i rischi tropo alti da ignorare.
Oggi il mercato nero per i dati dei pazienti è 20 volte più preziosi di quello dei dati delle carte di credito rubate nei breach in ambito retail. Queste informazioni, infatti, sono estremamente dettagliate e ricche di dati e i cyber criminali le possono utilizzare per attività di identity theft e frode. E, ancora più importante, i pazienti impiegano molto più tempo a rendersi conto che i loro dati sono stati compromessi, un anno o anche di più. Quando viene rubata una carta di credito, gli algoritmi del settore finance identificano attività inusuali molto velocemente e i sistemi spesso forniscono protezione automaticamente. Queste stesse misure di sicurezza non esistono al momento in ambito sanitario.

Quali gli attacchi più frequenti in questo settore?

– Cyber attack tradizionali
Quelli che colpiscono qualsiasi istituzione. Malware, phishing scheme, trojan, ransomware – sono tutti presenti, ma il mercato healthcare è particolarmente vulnerabile perché non dispone delle protezioni built-in e dell’approccio alla sicurezza che invece caratterizza altri settori. Questi software malevoli, implementati tramite attacchi mirati, siti compromessi, spam, dispositivi mobili infetti, o altrimenti, non solo espongono i dati sensibili ma danno luogo a costosi problemi IT. Questi attacchi non sono nuovi, ma la loro sofisticatezza lo è e l’esposizione dei dati dei pazienti una reale preoccupazione. I cyber criminali hanno sviluppato intere piattaforme di malware che possono essere personalizzate al fine di colpire le istituzioni sanitarie.

– Dispositivi medici connessi
Oggi tutto può essere connesso: dai monitor cardiaci alle pompe di infusione, interfacciando automaticamente i sistemi di Electronic Health Record e fornendo alert in tempo reale ai responsabili. Dal punto di vista della cura del paziente e dell’efficienza operativa è un’ottima cosa. Dal punto di vista della sicurezza è un potenziale incubo.
La maggior parte dei device, così come le macchine MRI, gli scanner CT e innumerevoli altri sistemi diagnostici non sono stati progettati pensando alla sicurezza. Molti di questi si avvalgono di sistemi operativi off-the-shelf come Microsoft Windows, mentre altri utilizzano software purpose-built pensato per raccogliere i dati – non salvaguardarli. Troppi di questi dispositivi sono vulnerabili e, una volta compromessi, possono fornire agli hacker accessi indisturbati a ai sistemi di dati clinici con cui si interfacciano. E non si tratta solo dei dati dei pazienti. I cyber terroristi potrebbero manipolare le machine per nuocere intenzionalmente o pazienti o interrompere il servizio dei sistemi critici in ospedale.

– Dispositivi di salute personale e domestici
La proliferazione dei device non avviene solo negli ospedali. Un crescente numero di dispositivi sanitari domestici, app mobili, wearable, e altro stanno raccogliendo e trasmettendo informazioni sanitarie personali. Questo non solo espone i dati dei pazienti, ma anche i sistemi Electronic Health Record e quelli dei dati clinici critici a cui sono connessi. Quando qualunque cosa da un monitor del glucosio domestico all’app di un iPhone fanno parte della superficie di attacco, è evidente quanto sono esposte le istituzioni sanitarie.

La sicurezza in ambito sanitario non deve essere indirizzata quando avvengono i furti di dati. Bisogna farlo subito. L’intero settore deve essere proattivo e iniziare ad adottare sistemi che integrano la sicurezza, protetti sia a livello di rete sia applicativo. I rischi semplicemente troppo alti per attendere.

Filippo Monticelli, Country Manager in Fortinet

Rimani aggiornato ad ogni nuova notizia

Continue reading

Aperti a Lanciano i nuovi reparti Utic e Cardiologia

Sono bastati solo otto mesi per concretizzare l’impegno assunto da Mauro Palmieri alla sua prima visita all’ospedale di Lanciano nel ruolo di neo direttore generale della Asl: restituire decoro, subito, a Cardiologia, sacrificata in spazi inadeguati, e Utic, accorpata...

Al CAPiR di Catania arriva l’acceleratore Flash per la ricerca oncologica

L’Università degli Studi di Catania e i Laboratori Nazionali del Sud dell’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare annunciano il completamento dell’installazione e del collaudo di un acceleratore lineare per Electron FLASH Therapy presso il Center for Advanced Preclinical in...

Lo studio di fase III su Survodutide mostra una riduzione mirata del grasso viscerale e del grasso epatico

Boehringer Ingelheim ha annunciato risultati positivi provenienti da due studi globali di Fase III sul proprio agonista duale glucagone/GLP-1 survodutide: SYNCHRONIZE-1 e SYNCHRONIZE-MASLD. I risultati dimostrano il potenziale di survodutide nel favorire la perdita di peso e, di conseguenza,...