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Urologia Molfetta: diagnosi più precoci e precise con la biopsia “fusion”

Un ecografo all’avanguardia e una tecnica mininvasiva per individuare il cancro alla prostata con la massima precisione. Si chiama biopsia prostatica “fusion” ed è ora una realtà all’avanguardia anche presso l’unità operativa complessa di Urologia dell’Ospedale “Don Tonino Bello” di Molfetta, diretta dal dottor Alfonso Lorusso. Questa tecnologia innovativa – impiegata anche nelle Urologie del Di Venere e Altamura – segna un passo avanti nella diagnosi del cancro alla prostata, grazie all’utilizzo di un ecografo di ultima generazione, unico in Puglia e uno dei pochi in Italia, che consente di effettuare biopsie con una notevole precisione sfruttando algoritmi di Intelligenza Artificiale.
«Sfruttando il binomio tra la tecnologia ecografica avanzata e la fusione con la risonanza magnetica – spiega Lorusso – la biopsia prostatica fusion rappresenta un importante progresso nella lotta contro il cancro alla prostata, offrendo diagnosi più accurate e trattamenti più mirati».
La biopsia prostatica “fusion”, infatti, permette di localizzare con grande accuratezza un sospetto tumore alla prostata, garantendo diagnosi più precise e affidabili. Questa tecnica integra le immagini della risonanza magnetica multiparametrica della prostata con quelle ecografiche, permettendo di ricostruire la posizione e il volume del sospetto tumore con una sicurezza senza precedenti. La risonanza magnetica multiparametrica, oggi l’unica tecnologia in grado di rilevare sospetti tumori prostatici con una precisione fino al 90%, fornisce informazioni cruciali, ma da sola non è sufficiente a guidare la biopsia. La stessa ecografia semplice, impiegata nella biopsia tradizionale, presenta dei limiti poiché non individua con certezza le aree sospette.
Con la biopsia prostatica fusion, invece, la combinazione in tempo reale delle immagini della risonanza magnetica e dell’ecografia consente di localizzare le aree tumorali con estrema precisione e di prelevare campioni in modo mirato e sicuro. Questo è possibile grazie a specifici algoritmi di Intelligenza Artificiale, che automatizzano la sincronizzazione in tempo reale tra le immagini della risonanza magnetica e quelle ecografiche. In pochi secondi, l’operatore può identificare le aree sospette sull’immagine ecografica, evidenziate dal software, e indirizzare l’ago per prelevare il campione in sicurezza.  Il risultato è una procedura meno invasiva, più sicura per il paziente e con strumenti diagnostici avanzati che offrono all’urologo maggiori possibilità nella terapia del carcinoma prostatico.
Nella Urologia di Molfetta, la biopsia prostatica fusion viene eseguita ambulatorialmente e in anestesia locale utilizzando la via transperineale, una tecnica di cui il dottor Lorusso è tra i pionieri in Italia. Rispetto alla più comune biopsia transrettale, questa metodica comporta un rischio molto più basso di infezioni e non prevede alcuna particolare preparazione prima dell’esame, oltre ad essere l’opzione raccomandata dalle linee guida internazionali più recenti.

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