Risultati di fase 3 per avalglucosidasi alfa: la nuova terapia enzimatica sostitutiva di Sanofi per la malattia di Pompe

Nello studio clinico di fase 3, la terapia enzimatica sostitutiva sperimentale di Sanofi, avalglucosidasi alfa, ha dimostrato miglioramenti clinicamente significativi delle manifestazioni critiche della malattia di Pompe a esordio tardivo. I risultati dello studio sono stati presentati nel corso di una sessione scientifica virtuale ospitata da Sanofi.

Avalglucosidasi alfa ha raggiunto l’endpoint primario dimostrando la non inferiorità nel miglioramento della funzione respiratoria rispetto ad alglucosidasi alfa in pazienti con malattia di Pompe a esordio tardivo.

Questi dati saranno la base dei dossier che saranno sottoposti alla valutazione delle autorità regolatorie a livello mondiale nella seconda metà di quest’anno. La Food and Drug Administration statunitense ha conferito la designazione di Breakthrough Therapy e garantito la revisione prioritaria ad avalglucosidasi alfa per il trattamento di pazienti con malattia di Pompe.

L’endpoint primario dello studio ha valutato la variazione della funzionalità dei muscoli respiratori utilizzando la capacità vitale forzata in percentuale del valore previsto, in posizione eretta. I pazienti trattati con avalglucosidasi alfa hanno mostrato un miglioramento maggiore in percentuale del valore previsto della FVC rispetto ai pazienti trattati con lo standard terapeutico, un miglioramento numerico della funzione respiratoria che ha superato il valore di non inferiorità previsto dal disegno dello studio.

L’endpoint primario è stato anche valutato in termini di superiorità. Nel braccio trattato con avalglucosidasi alfa non è stata raggiunta una superiorità statisticamente significativa. Di conseguenza, in base al protocollo di studio, non è stata condotta una valutazione statistica formale per tutti gli endpoint secondari.

Un endpoint secondario chiave dello studio era la valutazione della mobilità attraverso il test del cammino dei 6 minuti (6-minute walk test – 6MWT). I pazienti trattati con avalglucosidasi alfa hanno camminato 30 metri in più rispetto ai pazienti trattati con lo standard terapeutico. Altri endpoint secondari hanno valutato la forza dei muscoli respiratori, la funzione motoria e la qualità di vita.

“La malattia di Pompe può essere debilitante poiché porta al deterioramento progressivo dei muscoli. È importante che le nuove potenziali opzioni di trattamento apportino ai pazienti miglioramenti significativi su molteplici misurazioni della funzionalità respiratoria e motoria,” commenta Jordi Diaz-Manera, Professore di Neuromuscular Disorders, Translational Medicine and Genetics al John Walton Muscular Dystrophy Research Center dell’Università di Newcastle, Regno Unito. “I risultati dello studio di fase 3 sono molto incoraggianti e si aggiungono al crescente corpus di evidenze cliniche a dimostrazione del potenziale di avalglucosidasi alfa per diventare una nuova opzione di trattamento che affronta i sintomi caratteristici di questa malattia.”

Durante la sessione scientifica virtuale, sono stati presentati anche i risultati di un’analisi preliminare pre-specificata che hanno valutato la FVC in percentuale del valore previsto e il 6MWT in quei pazienti che sono passati dal trattamento con lo standard terapeutico ad avalglucosidasi alfa alla settimana 49 per il periodo dello studio d’estensione in aperto. In questi pazienti, avalglucosidasi alfa ha dimostrato un miglioramento della FVC e un miglioramento di 23,32 metri al 6MWT.

“Siamo orgogliosi che avalglucosidasi alfa abbia apportato miglioramenti clinicamente significativi su entrambe le funzionalità polmonare e motoria, valutate attraverso le misurazioni standard dei risultati ormai consolidate per la malattia di Pompe,” commenta John Reed, Global Head of Research and Development di Sanofi. “Questi risultati sottolineano la nostra ambizione di posizionare avalglucosidasi alfa come il nuovo standard di trattamento della malattia di Pompe.”

Nello studio, il profilo di sicurezza di avalglucosidasi alfa era comparabile con lo standard di trattamento. I dati relativi all’immunogenicità sono in corso di analisi e saranno presentati durante futuri congressi medici o con pubblicazioni.

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