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Un nuovo importante riconoscimento è stato raggiunto dalla tecnologia “made in Italy” R.E.M.S. ideata e brevettata dall’azienda biomedica Echolight che, dopo i primi anni di attività come spin-off del CNR di Lecce, si è poi sviluppata in tutto il mondo, aprendo anche delle sedi negli Stati Uniti.

Per decenni la diagnosi dell’Osteoporosi e del rischio di Frattura da Fragilità ossea è stata affidata ad un’unica apparecchiatura: il classico densitometro MOC basato su tecnologia DEXA. Si tratta di uno strumento che garantisce un discreto livello di accuratezza ma ha diversi limiti: in primo luogo, emette radiazioni ionizzanti nocive che ne escludono l’impiego su diverse categorie di pazienti; poi ha notevoli dimensioni tanto da richiedere un ampio ambulatorio dedicato e schermato; infine richiede la presenza sia del medico che di un tecnico radiologo.

Il device basato su REMS, denominato ECHOS, ha caratteristiche molto diverse: in primo luogo si tratta di un ecografo che, pertanto, non emette radiazioni ma innocui ultrasuoni non invasivi, consentendone l’utilizzo anche su bambini, donne in gravidanza e pazienti diabetici o oncologici; poi è piccolo, leggero e trasportabile ovunque, anche presso il paziente allettato in una corsia di ospedale o nel suo domicilio o in una casa di riposo; infine è di utilizzo estremamente facile e intuitivo, e necessita di un solo operatore.

Nell’ottobre 2021 l’ecografo con tecnologia REMS è stato inserito nelle Linee Guida ministeriali sulle Fratture da Fragilità validate dall’Istituto Superiore di Sanità, dove è stato definito uno strumento in grado di garantire un elevato livello di accuratezza.

Si tratta di un riconoscimento fondamentale visto che le “Linee Guida” del Ministero della Salute e dell’ISS vengono elaborate sulla base di comprovate evidenze scientifiche e rappresentano un sistema integrato di raccomandazioni finalizzate ad assistere i medici nella gestione più appropriata in specifiche situazioni cliniche.

A giugno 2022 un nuovo traguardo storico per l’azienda pugliese Echolight: il Centro di ricerche sulla gestione dell’assistenza sanitaria e sociale della SDA Bocconi School of Management (Milano), ha presentato i risultati di una ricerca indipendente sulla tecnologia REMS. 

La ricerca, condotta dal Prof. Patrizio Armeni e dalla Dr.ssa Ludovica Borsoi, ha consentito di stimare, attraverso una valutazione economica denominata “analisi di minimizzazione dei costi”, l’impatto economico del nuovo ecografo con tecnologia REMS rispetto alla tradizionale densitometria ossea MOC – DEXA. Le analisi di valutazione economica sono uno dei pilastri fondamentali dell’Health Technology Assessment, un approccio multidisciplinare alla valutazione delle tecnologie sanitarie per un’allocazione efficiente delle risorse.

Attraverso una sofisticata metodologia d’indagine, il CERGAS SDA Bocconi è giunto ad una conclusione importante: l’impiego di REMS nella diagnosi dell’osteoporosi garantisce un risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale.

 “L’analisi dei costi ha riguardato sia i costi correnti per ciascuna prestazione diagnostica, sia quelli una tantum legati all’acquisto del device e alla formazione del personale sanitario” – ha chiarito Ludovica Borsoi. “La MOC/DXA presenta diversi fattori che ne ostacolano l’adeguatezza per lo screening e la diagnosi di massa dell’Osteoporosi: il costo della tecnologia, l’uso di radiazioni e quindi una limitata accessibilità. Al contrario REMS, utilizza un approccio non-ionizzante e ha una precisione e un’accuratezza diagnostica paragonabile a DXA”, ha concluso l’accademica.

Nel presentare lo studio indipendente, il prof. Patrizio Armeni ha affermato che: “i risultati dell’analisi di minimizzazione dei costi condotta dal punto di vista del SSN italiano, indicano che l’approccio REMS è associato a costi sanitari diretti inferiori rispetto a DXA”.

REMS supera dunque i limiti del DXA in quanto ha un costo d’acquisto inferiore, ha minori costi correnti medi, e inferiori spese per training e formazione del personale.

E questi risparmi riguardano solo la spesa pubblica. I ricercatori hanno suggerito che, ampliando in ricerche future la prospettiva di analisi e guardando ai riflessi sull’intera società italiana, i risparmi connessi all’utilizzo di REMS potrebbero essere ancora maggiori se si considerano i costi di trasporto per il paziente e per i suoi familiari, l’assistenza informale e le perdite di produttività.

Il 15 giugno è infine arrivato un ulteriore riconoscimento nell’ambito del XXII congresso dell’Associazione italiana ingegneri clinici che si è tenuto a Riccione: Echolight ha vinto l’edizione 2022 del prestigioso AICC AWARDS, per “l’elevato e positivo impatto clinico nella routine medica della nuova tecnologia REMS”. Il premio è stato consegnato all’azienda dal presidente della giuria Nino Cartabellotta.

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