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A Trieste debutta un innovativo dispositivo per la radioterapia intraoperatoria dei tumori

Creare un innovativo filtro schermante per radioprotezione che migliori la terapia dei tumori effettuata nell’immediata fase post operatoria, quando il paziente è ancora sotto i ferri, con emissione di fasci di elettroni ad alta energia indirizzati sui tessuti malati residui. A questo obiettivo ha lavorato un team composto da Università di Trento, R3Place srl e Logic srl, grazie a un progetto POR FESR i cui risultati saranno presentati a Trieste in un convegno aperto al pubblico Hotel Savoia Excelsior Palace, in Riva del Mandracchio 4. L’evento è coordinato dal CBM – Consorzio per il Centro di Biomedicina Molecolare del Friuli Venezia Giulia.
La tecnologia IORT – Intra Operative Radiation Therapy – trova impiego in abbinamento alle tradizionali tecniche chirurgiche e il suo utilizzo implica la necessità di schermare e proteggere gli organi sensibili sottostanti mediante filtri da impiantare per tutta la durata del trattamento. La IORT prevede l’impiego di nuovi materiali, adottando anche la stampa 3D, per la realizzazione di filtri resistenti, simmetrici e facilmente impiantabili. La tecnologia IORT, rispetto alla tradizionale radioterapia, presenta indiscutibili vantaggi in termini di economicità, trasportabilità, riduzione dei tempi di irraggiamento e minori dosi di radiazioni, risultando così meno invasiva.
Il team del progetto “Filtri IORT innovativi tramite l’impiego di polieterchetoni e tecnologie di produzione avanzate – IORT” ha messo a punto una lamina per radioprotezione di concezione innovativa prodotta per sintesi additiva di resina termoplastica biocompatibile e materiale schermante metallico, con l’impiego tecniche di stampa 3D. La conclusione della sperimentazione prevede, grazie alla partecipazione dell’Università di Trento, una serie di verifiche per l’analisi di rischio prima dell’impiego clinico del nuovo dispositivo.
Come dimostrato da uno studio condotto dal CRO di Aviano e finanziato dall’AIRC, entro il 2020 il tasso di sopravvivenza dei pazienti oncologici sarà aumentato del 37% rispetto al 2010, grazie anche all’attività di ricerca e allo sviluppo tecnologico. In particolare l’evento è finalizzato a far comprendere ai cittadini, agli imprenditori e ai diversi portatori d’interesse il ruolo della ricerca scientifica e della tecnologia nel miglioramento delle terapie, dell’aspettativa e della qualità della vita dei malati oncologici.
Il filtro, prodotto attraverso la combinazione di una resina termoplastica biocompatibile con del materiale schermante metallico, sarà in grado di sostituire le lamine realizzate combinando plexiglass e dischi di rame avvolti in guaine sterili, il cui impiego è circoscritto a causa di limiti di autoclavabilità, fragilità e simmetricità.
Il sistema IORT si basa sull’emissione di fasci di elettroni ad alta energia da utilizzare per la terapia dei tumori e trova impiego in abbinamento alle tradizionali tecniche chirurgiche. Questo trattamento necessità di schermare e proteggere gli organi sensibili sottostanti, mediante il posizionamento di filtri da impiantare nel paziente per tutta la durata del trattamento.
Lo sviluppo di questo filtro contribuirà alla diffusione della tecnologia IORT rispetto alla tradizionale radioterapia, in quanto presenta indiscutibili vantaggi come: l’economicità, la trasportabilità, e, grazie alla riduzione dei tempi di trattamento, il contenimento della dose d’irraggiamento subita dal paziente, assicurando pertanto una terapia puntuale e meno invasiva. Ulteriore vantaggio derivante dall’uso dei filtri innovativi sarà la possibilità di riutilizzo delle lamine senza la necessità di guaine monouso sterili, permettendo così un impiego fino a 10 volte maggiore. Questo comporterà una riduzione sia dei costi per l’erogazione della terapia, sia alla produzione di rifiuti ospedalieri, con positive ricadute ambientali.
Il progetto inoltre, nella fase di validazione dimostrativa prima dell’impiego in campo operatorio prevede la partecipazione dell’Università di Trento, che condurrà una serie di verifiche preliminari sia teoriche che strumentali presso un laboratorio attrezzato, con finalità di supporto per l’analisi di rischio prima dell’impiego clinico.

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