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Auxologico celebra la Giornata Nazionale dei Disturbi Alimentari 2026

I disturbi del comportamento alimentare rappresentano una delle questioni più urgenti per la sanità italiana, colpendo con maggiore incidenza il genere femminile, soprattutto durante gli anni dell’adolescenza. Le ripercussioni sul benessere quotidiano delle persone che ne sono affette risultano devastanti, al punto da potersi paragonare a quelle di gravi patologie neurologiche o psichiatriche. Auxologico fa parte della rete nazionale dei centri di riferimento per la cura dei DCA riconosciuta dal Ministero della Salute, e se ne occupa attivamente da decenni, sia in ambito clinico che di ricerca biomedica, presso le sue sedi milanesi e piemontesi. Sul fronte della cura da parte di Auxologico, l’approccio è strutturato su più livelli di intensità.
Il Centro per i Disturbi del Comportamento Alimentare di Auxologico offre una risposta specializzata e multidisciplinare sia per l’inquadramento diagnostico sia per la cura riabilitativa, con percorsi differenziati in base alle caratteristiche del caso clinico, che coinvolge più figure specialistiche dedicate, tra cui psichiatri, psicologi, endocrinologi, dietisti, gastroenterologi e cardiologi. In occasione della Giornata Nazionale dei Disturbi Alimentari 2026, Auxologico ha organizzato un evento in presenza rivolto al pubblico nel corso del quale sono stati discussi i vari aspetti dei DCA, con una ampia partecipazione di pubblico e c’è stata la possibilità di rivolgere delle domande agli specialisti. Oltre agli specialisti clinici hanno preso parte all’incontro col pubblico la giornalista e conduttrice televisiva Ilaria D’Amico e la scrittrice e autrice televisiva Mapi Danna.
Ha aperto l’incontro Mario Colombo, Presidente di Auxologico: “La giornata nazionale dei disturbi alimentari è una occasione importante per richiamare alle Istituzioni le necessità che i pazienti e le loro famiglie vivono ogni giorno, in particolare quella di una rete di cura che sia effettiva, gratuita e distribuita in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale. Ma è anche l’occasione per ringraziare il personale sanitario, le associazioni di volontariato e dei pazienti, i mass media per l’impegno quotidiano, che Auxologico condivide e sostiene ponendo i DCA tra le proprie sfide clinico-scientifiche e lavorando attivamente per ampliare la propria offerta sanitaria anche in altre Regioni: Lazio, Campania, Calabria che si aggiungerebbero ai servizi già disponibili in Lombardia e Piemonte”.
In qualità  di Direttore del Dipartimento Interregionale per la ricerca e la cura dei Disturbi del Comportamento Alimentare di Auxologico, Leonardo Mendolicchio, psichiatra, commenta così il bilancio della sua esperienza in Auxologico e indica i progetti per il futuro: “Questi anni sono stati molto intensi sia sotto il profilo clinico organizzativo sia sotto il profilo della ricerca scientifica, lo scorso hanno abbiamo ricoverato ad Auxologico Piancavallo poi di 2000 pazienti e nei vari ambulatori abbiamo dato accesso a più di 500 persone. Sono numeri che ci responsabilizzano e ci spingono a organizzare il futuro. Nei programmi prossimi ci sono sicuramente quelli relativi all’apertura di strutture comunitarie”.
Nel corso dell’incontro è stato presentato e discusso con Mapi Danna il libro di Emanuela Apicella, psichiatra presso il Servizio di Riabilitazione per i Disturbi dell’alimentazione e della nutrizione di Auxologico, “La tavola bandita”. “Il titolo del mio libro è un gioco di parole”, ha detto Emanuela Apicella, “che racconta un passaggio drammatico vissuto da molte famiglie quando irrompe un disturbo alimentare: dalla tavola imbandita alla tavola “bandita”, percepita come un luogo inaccessibile, carico di tensione e di silenzi. Rimanda a quel grande NO che il disturbo porta con sé: un rifiuto che non riguarda solo il cibo, ma la relazione, i legami, la possibilità di stare insieme. La tavola, da spazio di incontro e condivisione, si trasforma così in un terreno fragile e spesso indecifrabile. Il libro si rivolge ai familiari, ma anche ai clinici e agli operatori che si confrontano con la complessità dei disturbi alimentari. Non propone soluzioni preconfezionate, ma invita ad andare oltre il sintomo visibile, per cogliere il significato profondo della sofferenza e trasformarla, quando possibile, in un’occasione di cambiamento”.
Nicoletta Polli, endocrinologa, Responsabile del Centro Disturbi del Comportamento Alimentare di Auxologico San Luca di Milano, ha illustrato l’approccio clinico di Auxologico ai DCA: “Il primo contatto con il paziente avviene generalmente a livello ambulatoriale: o nell’ambito di ambulatori multidisciplinari a tariffe calmierate con visite di medico endocrinologo, psichiatra e dietista o in ambulatori in regime SSN con un singolo specialista. Viene ascoltata ed accolta la richiesta di aiuto del paziente o dei parenti del paziente, in caso di minori, e si avvia il paziente,  in base alle sue condizioni psicofisiche, ad un percorso di cura adeguato che può essere solo ambulatoriale o ad un percorso semiresidenziale con una maggiore presa in carico, percorso  che prevede accessi in ospedale settimanali o plurisettimanali per attività riabilitative per il disturbo alimentare”.

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