HomeNewsAttualità5,8 milioni di...

5,8 milioni di adulti con obesità e quasi un adulto su due in sovrappeso

In occasione della Giornata Mondiale dell’Obesità del 4 marzo, Auxologico IRCCS richiama l’attenzione su una delle principali emergenze di salute pubblica del nostro tempo, alla luce dei dati contenuti nel 10° Rapporto sull’Obesità in Italia, intitolato “La rivoluzione nell’obesità” e curato da trenta clinici e ricercatori italiani e stranieri.

Oggi si può parlare di una vera e propria “rivoluzione nell’obesità” perché: è stata condivisa a livello internazionale la definizione di “Obesità Clinica”; si afferma sempre più una medicina personalizzata, grazie alla disponibilità di protocolli di intervento diversificati ed efficaci; si diffondono nuovi farmaci che hanno dimostrato effetti positivi non solo sulla riduzione del peso, ma anche sul rischio cardiovascolare e metabolico; l’Italia ha adottato la prima legge che riconosce l’obesità come malattia progressiva e recidivante.

Secondo le ultime stime dell’OMS, nel 2022 le persone adulte con obesità nel mondo sono 890 milioni, mentre 2,5 miliardi risultano in sovrappeso.

In Italia, secondo i dati Istat 2023, sono quasi 23 milioni le persone adulte in eccesso di peso, pari al 46,3% della popolazione adulta. Di queste, circa 5,8 milioni vivono con obesità.

Il fenomeno riguarda anche l’età pediatrica: oltre un ragazzo su quattro tra i 3 e i 17 anni è in eccesso di peso. Permane inoltre un marcato gradiente territoriale, con prevalenze più elevate nel Mezzogiorno. Campania, Calabria, Basilicata e Sicilia registrano le percentuali più alte di minori in eccesso di peso, mentre le Province autonome di Trento e Bolzano, il Friuli-Venezia Giulia e la Lombardia presentano i valori più contenuti.

Queste differenze territoriali evidenziano la necessità di interventi mirati e strategie che tengano conto delle specificità locali.

Negli ultimi decenni l’obesità ha mostrato una crescita costante a livello globale, al punto da essere considerata una vera e propria epidemia. Le complicanze della sindrome metabolica non trattata interessano numerosi organi e sistemi e comportano un impatto significativo sulla salute individuale e sulla spesa pubblica. È quindi fondamentale non solo curare le persone già affette dalla patologia, ma anche rafforzare prevenzione, diagnosi precoce e presa in carico tempestiva.

La prof.ssa Simona Bertoli, responsabile dei Centri Obesità Lombardi e del Laboratorio di Ricerca sulla Nutrizione e l’Obesità presso Auxologico, sottolinea che «l’obesità è una malattia cronica e recidivante, non semplicemente legata a errate abitudini alimentari o alla sedentarietà. È essenziale garantire a tutte le persone affette un accesso equo e appropriato alle cure, riducendo lo stigma che ancora circonda questa condizione. Non si tratta di mancanza di volontà, ma di una patologia che richiede diagnosi precoce, presa in carico e continuità assistenziale».

Nel 2025 la Lancet Commission ha proposto una nuova classificazione dell’obesità che distingue una forma preclinica e una clinica. Nelle forme cliniche è necessario attivare tutte le opzioni terapeutiche più innovative, dai nuovi farmaci incretinici alla chirurgia bariatrica sempre meno invasiva, fino agli approcci multidisciplinari e riabilitativi per i casi più complessi. Restano centrali anche gli interventi sugli stili di vita e il potenziamento delle attività di prevenzione e sensibilizzazione.

 prof. Gianfranco Parati, Direttore scientifico di Auxologico, evidenzia che «l’obesità è una malattia cronica e sistemica che può generare complicanze in diversi organi e sistemi, in particolare quello cardiovascolare. È necessaria una risposta integrata e personalizzata, che unisca ricerca, innovazione tecnologica e presa in carico multidisciplinare, garantendo accesso equo ai trattamenti su tutto il territorio nazionale».

Anche la dimensione psicologica è centrale nel percorso di cura. Il prof. Gianluca Castelnuovo, responsabile del Servizio e Laboratorio di Psicologia Clinica e Psicoterapia presso Auxologico, ricorda che «la cura dell’obesità è prima di tutto la presa in carico di una persona, con un impatto che coinvolge aspetti medici, psicologici e sociali. Le terapie di ultima generazione rappresentano un importante avanzamento, ma il successo nel lungo periodo richiede un adeguato sostegno psicologico, educativo e motivazionale e un lavoro continuo sullo stile di vita».

Dal punto di vista economico e sociale, il prof. Pietro Ferrara, epidemiologo del Laboratorio Sperimentale Ricerche Sanità Pubblica di Auxologico, sottolinea che «l’obesità pesa per oltre 13 miliardi di euro l’anno, pari allo 0,8% del PIL e a circa il 5% della spesa sanitaria nazionale. I nuovi farmaci offrono prospettive cliniche rilevanti, ma pongono una sfida di equità di accesso e sostenibilità per il Servizio Sanitario Nazionale. È necessario definire criteri chiari di appropriatezza e costo-efficacia».

Il 10° Rapporto sull’Obesità in Italia rappresenta un contributo aggiornato e multidisciplinare per operatori sanitari, decisori pubblici e società civile, con l’obiettivo di trasformare la ricerca scientifica in soluzioni cliniche applicabili e rafforzare una strategia nazionale

Rimani aggiornato ad ogni nuova notizia

Continue reading

Nuovo sito web per l’Aou di Sassari

Si rinnova completamente il sito istituzionale dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari, che si presenta con una nuova organizzazione dei contenuti, una grafica aggiornata e una struttura pensata per rendere più facile e immediato l’accesso alle informazioni da parte dei...

Realtà virtuale in corsia: sconfiggere il panico prima dell’intervento con la realtà virtuale immersiva

Una barca che scivola lenta sulle acque cristalline di Ponza, il rumore del mare, il sole bello del Mediterraneo, l’orizzonte aperto. Non è una vacanza, ma una camera d’ospedale. Dove la tecnologia può entrare in gioco e contribuire a...

Azienda Usl di Piacenza: approvato il bilancio di previsione 2026

L’Azienda Usl di Piacenza si prepara a completare il percorso di risanamento dei conti, con un deficit che in tre anni passa dai 12,1 milioni di euro del 2024 a zero. È stato infatti approvato il bilancio preventivo 2026,...