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Dimostrato il legame tra geni e traumi dell’età evolutiva

Un recente studio coordinato da Università Statale di Milano, IRCCS Fatebenefratelli di Brescia e Kings College di Londra ha dimostrato il legame tra geni ed eventi traumatici dell’età evolutiva nel successivo sviluppo di disturbi depressivi.
La ricerca, che è stata pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry, dimostra come fattori ambientali, ed in particolare eventi stressanti e traumatici durante i primi anni di vita possano esercitare un effetto sinergico con la vulnerabilità determinata dal proprio background genetico. Questo studio rafforza l’idea è che alcune varianti geniche, note anche come polimorfismi, possano interagire con l’ambiente avverso, rendendo alcuni soggetti più vulnerabili rispetto ad altri per lo sviluppo di psicopatologie.
Gli autori dello studio hanno utilizzato un nuovo approccio incrociando dati provenienti da diversi tessuti, da modelli preclinici e da studi in corti cliniche. Ciò ha permesso di identificare un network di nuovi geni, coinvolti in processi di infiammazione e di risposta allo stress, come possibili geni di vulnerabilità per la depressione. Il risultato più interessante è stato quando gli autori hanno osservato, in due diverse corti cliniche che individui con determinate varianti in questi geni, se esposti ad eventi stressanti durante l’adolescenza, avevano una probabilità significativamente maggiore di sviluppare sintomi depressivi in età adulta.
I risultati di questo studio potranno permettere di individuare soggetti più a rischio per lo sviluppo di patologie psichiatriche ma anche l’identificazione di nuovi bersagli utili per lo sviluppo di farmaci, che se somministrati in via preventiva, potrebbero essere utili per minimizzare il rischio di sviluppare tali patologie.

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