Un tablet dà voce ai pazienti che non possono parlare

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Quando un tablet cambia la vita. Ci sono momenti in cui un paziente non riesce a comunicare con chi lo sta curando aumentando il suo disagio e la difficoltà degli operatori. E può succedere a causa di una malattia o per difficoltà linguistiche. Ed ecco l’intuizione dell’equipe di infermieri e oss dell’Oncologia medica dell’Ospedale Maggiore: perché non usare un tablet?
La loro idea ha trovato pronta risposta nell’associazione Verso il Sereno che si è fatta carico di compare il supporto sul quale hanno istallato una App dedicata che consente, con un semplice tocco dello schermo, di comunicare agli operatori sanitari il livello di dolore e quando compare, di avere spiegazioni sulle terapie somministrate o semplicemente di attivare il campanello.
E quello che sembra un gioco svolge una funzione fondamentale nella relazione con il paziente, come sottolinea la coordinatrice infermieristica Donatella Sartori: “L’aspetto psicologico è un aiuto prezioso nel percorso di cura e questo semplice strumento ci consente di rispondere a ogni esigenza di un paziente altrimenti costretto al silenzio. E, inoltre, ci consente di avere un’altra opportunità di dialogo con persone straniere, che si aggiunge al servizio di mediazione culturale offerto dall’ospedale e all’intermediazione dei familiari”.
Alla consegna del tablet con Donatella Sartori erano presenti infermieri e oss, il dott. Vittorio Franciosi responsabile Programma Interaziendale di Oncologia e il direttore della Oncologia Medica Francesco Leonardi che hanno voluto ringraziare l’associazione Verso il Sereno per la vicinanza che dimostra costantemente verso i pazienti dell’oncologia di Parma.

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