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È ufficialmente disponibile come prima linea di trattamento per l’adenocarcinoma del pancreas lo schema PAXG, un innovativo trattamento chemioterapico basato sulla combinazione di quattro farmaci

A seguito dell’autorizzazione dell’AIFA, avvenuta lo scorso giugno, lo schema PAXG – innovativo trattamento dell’adenocarcinoma del pancreas borderline resecabile, localmente avanzato e metastatico – è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entra quindi nella pratica clinica. La nuova combinazione di farmaci è in grado di raddoppiare la sopravvivenza a due anni dalla diagnosi, un risultato possibile grazie agli sforzi di ricerca coordinati dal dottor Michele Reni, direttore del Programma Strategico Clinico del Pancreas Center dell’Ospedale San Raffale di Milano.

Ogni anno in Italia circa 13.500 persone si ammalano di tumore al pancreas. Sebbene abbia un’incidenza relativamente bassa, la patologia rappresenta la quarta causa di morte per tumore in Italia. Questo perché la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è di appena nove persone su cento.

Il tumore al pancreas può essere asportato chirurgicamente solo in circa il 20% dei pazienti. La chirurgia deve essere comunque integrata con la terapia oncologica a causa dell’elevato rischio che, al momento della diagnosi, siano già presenti micro-metastasi.

Uno dei compiti più difficili dell’equipe medica è quella di selezionare con cura i candidati giusti per l’intervento e offrire il percorso terapeutico più adatto ed efficace per ciascuno. Per questo è fondamentale affidarsi a centri ad alto volume ed esperienza, in cui lavorano in sinergia équipe multidisciplinari in grado di offrire le migliori cure disponibili.

La chemioterapia costituisce la principale armaper combattere il tumore al pancreas. La nuova formula PAXG prevede la combinazione di quattro farmaci ed è il risultato di studi clinici indipendenti condotti e coordinati dal dottor Michele Reni, del Pancreas Center dell’IRCCS Ospedale San Raffaele.

“La nuova combinazione PAXG si è dimostrata efficace nel raddoppiare la sopravvivenza a due anni dalla diagnosi in caso di tumore metastatico ed ha ottenuto risultati superiori a quanto atteso con i trattamenti standard anche nella malattia non metastatica localmente avanzata o borderline resecabile”, spiega Reni. “Con l’aiuto delle associazioni di pazienti, che hanno già iniziato la necessaria raccolta fondi, lo schema verrà a breve studiato anche come trattamento pre-operatorio nel tumore del pancreas resecabile chirurgicamente”.

L’ingresso in clinica di questo nuovo protocollo è stato possibile grazie alla disponibilità dei pazienti a partecipare alle sperimentazioni e alla collaborazione costante di tutti  i colleghi del team multidisciplinare del Pancreas Center. Fondamentale anche la messa a disposizione gratuita di uno dei farmaci – il nab-paclitaxel – da parte della azienda farmaceutica Celgene e al sostegno economico dell’associazione My Everest Onlus, cui si è affiancata l’associazione Codice Viola nella fase di approvazione da parte di AIFA e di pubblicazione in Gazzetta.

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