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Villaggio Amico ha preso parte nei giorni scorsi al 22° Congresso Nazionale dell’AIP – Associazione Italiana Psicogeriatria – dal titolo “Dopo la pandemia: la sfida per una medicina a misura della terza età”.

Per l’occasione, è stato presentato Acqua – Armonia, un progetto pilota di educazione acquatica rivolto alle persone con diagnosi di demenza o deterioramento cognitivo, ospiti della struttura. L’assunto su cui si basa il progetto è che l’acqua sia una dimensione inclusiva per eccellenza. Nello spazio acquatico è infatti la persona con le sue caratteristiche e la sua storia, piuttosto che la malattia o la fragilità, a essere protagonista. L’educatore acquaticoha la funzione di condurre i partecipanti a essere protagonisti attivi del proprio processo di adattamento o di cambiamento, utilizzando le risorse che emergono nel qui e ora dell’attività. 

Nel progetto sono state incluse persone con continenza sfinterica, diagnosi di demenza o deterioramento cognitivo, presenza di disturbi del comportamento, età non inferiore a 75 anni. Oltre all’educatore acquatico, sono state coinvolte altre figure professionali che operano all’interno di Villaggio Amico: la psicologa, gli educatori di reparto, gli operatori sociosanitari e la direzione.

L’attività si svolge nella piscina del centro fisioterapico di Villaggio Amico, l’Energy Center, con acqua riscaldata a 32,5°. Ogni sessione ha una durata di 45 minuti e si suddivide in diverse fasi: la parte iniziale prevede un rituale di accoglienza all’interno della piscina che comprende la doccia, l’ingresso graduale in acqua e l’adattamento allo spazio acquatico, dovepoi ci si presenta dicendo il proprio nome; segue la fase di identificazione dei riferimenti ambientali fuori dall’acqua, come strisce colorate o punti d’arrivo, in modo da dare la sensazione dei confinidello spazio acquatico in cui ci si trova. Rispetto alla consapevolezza di profondità l’educatrice acquatica guida, con indicazioni verbali, l’esplorazione di gradini, sbarre o attrezzature poste all’interno della piscina. Infine c’è la fase di svolgimento dell’attività, che è sempre diversa. 

“Siamo lieti che il nostro progetto sia stato scelto dall’AIP, grazie al quale abbiamo avuto la possibilità di presentarlo in un contesto così importante a livello nazionale e non solo, condividendolo con le realtà e le professionalità più eccellenti nel settore della cura e assistenza alla persona anziana; i risultati ci dimostrano come questo innovativo approccio abbia dei notevoli effetti benefici sulla persona anziana e con demenza. – ha commentato Marina Indino, Direttore generale di Villaggio Amico – La nostra struttura è da sempre attenta alla ricerca di progetti nuovi e innovativi nella cura, assistenza, riabilitazione e stimolazione cognitiva come elementi fondamentaliper contrastare l’evoluzione delle demenze e mantenere un buon livello di qualità della vita nella persona anziana istituzionalizzata. Questo diventa ancora più importante dopo il periodo di pandemia che tutti abbiamo vissuto e in cui la terza età è stata tra le più colpite”.

I risultati emersi dallo studio sono molto interessanti; tra i più significativi c’è la totale assenza di disturbi del comportamento durante lo svolgimento dell’attività e maggiori interazioni spontanee tra i partecipanti. Dalle interviste effettuate in reparto e ai familiari è emerso inoltre che l’attività viene ricordata da quasi tutti i partecipanti e che c’è stato un miglioramento sia nella percezione soggettiva dell’autonomia motoria nel qui e ora sia nell’autodeterminazione.

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