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Una ricerca dell’Istituto Gaslini è stata inserita come articolo della settimana sulla prestigiosa rivista internazionale “The journal of clinical endocrinology & metabolism”.

I bambini con diabete mellito neodiagnosticato presentano maggiore quantità di batteri gram negativi nel loro microbiota fecale rispetto ai coetanei, evidenziati mediante diversi algoritmi di analisi fra cui  tecniche di machine learning algorithm. “Lo studio del microbiota rappresenta un nuovo campo di ricerca sui fattori ambientali implicati nell’eziopatogenesi del diabete mellito tipo 1, autoimmune, e le suddette metodiche di analisi  metodica permettono di ottenere validi risultati”, afferma Giuseppe d’Annunzio, pediatra referente del Centro Regionale di Riferimento di Diabetologia Pediatrica della Clinica Pediatrica dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova.

“I nostri dati evidenziano che una alterata composizione del microbiota intestinale può rappresentare uno dei fattori ambientali associati allo sviluppo del diabete mellito tipo 1, sebbene siano necessari studi su più ampie casistiche”. Presso il Laboratorio di Diagnostica Molecolare dell’Istituto Gaslini il dott. Roberto Biassoni e collaboratori hanno effettuato  l’analisi del microbiota mediante sequenziamento delle regioni ipervariabili del gene ribosomiale 16S per ottenere informazioni tassonomiche di popolazioni batteriche miste attraverso Next Generation Sequencing. La rappresentazione delle singole taxa è stata analizzata con metodologia statistica dedicata, mediante l’uso di vari algoritmi, che si sono mostrati utilizzabili per l’analisi del microbioma.

Sono state  eseguite  l’analisi del microbiota e del profilo metabolico in 31 bambini e adolescenti con diabete mellito tipo 1 diagnosticato fra gennaio 2016 e maggio 2018, e in 25 controlli. Al momento della diagnosi di diabete mellito tipo 1 la media delle glicemie erà 462 mg/dl, delle Hb glicate 10.75% w del C-peptide 0.48 ng/ml. L’analisi del microbiota è stata effettuata entro 1 settimana dalla risoluzione dello scompenso glicometabolico e in corso di terapia insulinica multiiniettiva. Sono stati utilizzati 2 differenti algoritmi per la classificazione e l’identificazione dei biomarker; lo studio del microbiota è stato eseguito mediante Next Generation Sequencing.

Nello studio del Gaslini sono state sequenziate 7 regioni polimorfiche per evitare falsi negativi ed errori nell’identificazione dei microorganismi al fine di ottenere informazioni dettagliate sulle specie batteriche presenti nel campione”. Rispetto ai controlli di pari età e genere i bambini con diabete mellito tipo 1 neodiagnosticato presentano una maggior frequenza di determinati batteri: B.stercoris, B.fragilis, B.intestinalis, B.bifidum, Gammaproteobacteriae discendenti, Holdemania, Synergistete ediscendenti, ed una minore frequena di B.vulgatus, Deltaproteobacteriae discendenti, Parasutterella, Lactobacillus e Turicibacter Livelli di Hb glicate, BMI-SDS, positività per gli autoanticorpi antiinsulina e l’età alla diagnosi del diabete mellito tipo 1  erano variamente correlati a particolari ceppi di microbiota.

“E’ al momento difficile stabilire con esattezza se una particolare composizione del microbiota sia causa o conseguenza del diabete mellito tipo 1. Lo studio della composizione del microbiota intestinale è un nuovo e importante argomento di ricerca per molte malattie autoimmuni” spiega Giuseppe d’Annunzio del Centro Regionale di Riferimento di Diabetologia Pediatrica, UOC  Clinica Pediatrica ed Endocrinologia dell’IRCCS Istituto Giannina Gaslini.

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