Abbott ottiene la marcatura CE per la prima tecnologia di rilevamento combinato di glucosio e chetoni per le persone con diabete

Abbott ha annunciato di aver ottenuto la marcatura CE per la prima tecnologia al mondo di rilevamento combinato di glucosio e chetoni per le persone con diabete. I sistemi, denominati Libre Duo e Libre Duo 10 Day, sono progettati per misurare continuamente i livelli di glucosio e chetoni ogni minuto, fornendo visibilità in tempo reale sia sui livelli di glucosio necessari per la gestione quotidiana del diabete, sia sull’aumento dei chetoni che può portare a un’emergenza di chetoacidosi diabetica. Questa è la prima volta che le persone con diabete potranno monitorare i chetoni senza i tradizionali esami del sangue o delle urine. Abbott prevede di iniziare il lancio dei sistemi Libre Duo in alcuni paesi europei entro la fine dell’anno.

Nelle persone con diabete, la chetoacidosi diabetica si sviluppa quando l’organismo non ha abbastanza insulina e inizia a scomporre i grassi per produrre energia, causando un aumento dei chetoni nel sangue a livelli pericolosi. Secondo l’American Diabetes Association, livelli elevati di chetoni possono evolvere in CAD in poche ore e, se non trattati, possono portare al coma o alla morte. Tuttavia, nonostante le linee guida cliniche raccomandino il test dei chetoni durante le malattie o i periodi di glicemia elevata, la diagnosi precoce rimane una sfida costante.

I sistemi Libre Duo monitorano continuamente i livelli di glucosio e chetoni, riducendo la dipendenza da esami del sangue o delle urine che catturano solo un singolo momento. I sensori sono progettati per aiutare le persone con diabete a monitorare i livelli di glucosio e ad avvisarle in caso di aumento dei chetoni, consentendo loro di intervenire tempestivamente ed evitare potenzialmente una grave chetoacidosi diabetica.
Questa marcatura CE riguarda due sistemi Libre Duo. Libre Duo offre fino a 15 giorni di utilizzo ed è destinato agli adulti dai 18 anni in su. Libre Duo 10 Day offre fino a 10 giorni di utilizzo ed è pensato per persone dai 2 anni in su. I dati clinici indicano che un sensore da 10 giorni può aiutare i giovani attivi a completare l’intero periodo di utilizzo. Entrambi i sensori offrono una precisione elevata e costante. I sistemi Libre Duo si integreranno con l’ecosistema di salute digitale Libre di Abbott, consentendo agli utenti di condividere i dati relativi a glucosio e chetoni con i caregiver e gli operatori sanitari. Abbott sta inoltre collaborando con le principali aziende produttrici di microinfusori per consentire ai sistemi di somministrazione automatizzata di insulina di connettersi ai sensori.
“Abbott ha una consolidata tradizione di leadership nell’innovazione tecnologica in ambito sanitario”, ha dichiarato Chris Scoggins, vicepresidente esecutivo della divisione di Abbott dedicata alla cura del diabete. “Le persone con diabete ci dicono regolarmente che il rischio di gravi complicanze è una costante nella vita di tutti i giorni. I nostri sistemi Libre Duo offrono alle persone con diabete, alle loro famiglie e agli operatori sanitari informazioni più chiare e tempestive su ciò che accade all’interno del loro corpo, consentendo loro di intervenire prima, quando la sicurezza è più importante”.
I sistemi Libre Duo sono in linea con le raccomandazioni delineate in un recente documento di consenso internazionale di esperti di Breakthrough T1D, un’organizzazione globale focalizzata sulla ricerca e la difesa del diabete di tipo 1, che descrive l’uso sicuro ed efficace del monitoraggio continuo dei chetoni come parte integrante della gestione del diabete.

La chetoacidosi diabetica può svilupparsi rapidamente ed è spesso difficile da diagnosticare precocemente. Poiché i livelli di chetoni non vengono monitorati di routine, i segnali di allarme vengono spesso trascurati, contribuendo a un ritardo nell’intervento e all’aumento dei casi di CAD.
Glicemia e chetoni non sempre aumentano di pari passo: i chetoni possono aumentare indipendentemente dai livelli di glucosio e, in alcuni casi, anche quando il glucosio appare nei limiti della norma, il che può ritardare l’individuazione del rischio di chetoacidosi diabetica.
I tassi di CAD sono in aumento: secondo una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica “Diabetes Care”, i ricoveri ospedalieri per CAD sono aumentati di circa il 55% nell’ultimo decennio e i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie statunitensi elencano la CAD come una delle principali cause di morte tra bambini e adulti di età inferiore ai 58 anni con diabete di tipo 1. Una recente analisi condotta su quasi 660.000 persone nel Regno Unito da importanti ricercatori sul diabete e presentata alla Conferenza sulle tecnologie e i trattamenti avanzati per il diabete del 2026 ha rilevato che i tassi di CAD sono in aumento tra le persone con diabete di tipo 1 e di tipo 2, con un alto rischio di recidiva. Nel corso dei 23 anni di studio, l’incidenza della chetoacidosi diabetica negli adulti con diabete di tipo 1 è più che triplicata, mentre l’incidenza tra le persone con diabete di tipo 2 è aumentata di sei volte.
La CAD causa più ricoveri ospedalieri rispetto all’ipoglicemia: secondo il CDC, la CAD è responsabile di circa quattro volte più ricoveri ospedalieri rispetto all’ipoglicemia, risultando la principale causa di utilizzo dei servizi sanitari per patologie acute legate al diabete negli Stati Uniti. 
I sintomi vengono spesso trascurati: i primi segni di aumento dei chetoni, come nausea, affaticamento o sintomi simil-influenzali, vengono spesso scambiati per infezioni comuni, ritardando la diagnosi e il trattamento.
Il monitoraggio dei chetoni rimane limitato: in un sondaggio condotto su quasi 3.000 persone con diabete di tipo 1 e pubblicato sulla rivista scientifica Diabetes Care, solo il 18% ha dichiarato di possedere un misuratore di chetoni nel sangue a casa, mentre quasi un terzo ha dichiarato di non avere alcun tipo di kit per il test dei chetoni, né misuratori nel sangue né strisce reattive nelle urine.

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