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Tumore alla prostata: all’Irccs di Candiolo un intervento con robot, intelligenza artificiale e realtà aumentata

Una rivoluzione nella chirurgia del tumore alla prostata è realtà: la combinazione di Intelligenza Artificiale e Realtà Aumentata sta ridefinendo gli standard della prostatectomia robot-assistita. Questa innovativa procedura, sviluppata e coordinata dall’IRCCS Candiolo, centro d’eccellenza, promette maggiore precisione, efficacia oncologica e un recupero funzionale significativamente migliore per i pazienti.

I risultati rivoluzionari dello studio RIDERS, pubblicati sulla rivista “European Urology”, dimostrano un netto passo in avanti nella cura del cancro della prostata.

Le immagini della risonanza magnetica preoperatoria sono elaborate dall’AI per creare un modello 3D della prostata e del tumore. Questo modello viene poi sovrapposto in tempo reale al campo operatorio grazie alla realtà aumentata durante l’intervento di prostatectomia radicale robot-assistita.

L’AI guida il chirurgo nella localizzazione esatta dei margini tumorali e dei fasci neurovascolari. L’obiettivo, raggiunto con successo, è la rimozione radicale del tumore preservando al massimo le strutture nervose.

Lo studio ha confrontato 133 pazienti, di cui 49 operati con il supporto di AI e RA, dimostrando la superiorità della nuova tecnica: i margini positivi sui fasci neurovascolari, sono scesi dal 39% nel gruppo standard al 22% nel gruppo sottoposto alla procedura con l’IA e la realtà aumentata. Il recupero funzionale, inoltre, è migliorato drasticamente, con una probabilità di raggiungere la continenza completa a 12 mesi superiore al 91% contro il 71% nel gruppo standard. Mentre il tasso di recupero della potenza sessuale è risultato simile tra i due gruppi a 12 mesi, il 41% contro il 40%.

Il Prof. Francesco Porpiglia, Direttore dell’Urologia dell’IRCCS Candiolo e coordinatore dello studio, sottolinea come questa procedura sia il “culmine di quasi dieci anni di lavoro” e permetta finalmente di “bilanciare il controllo oncologico con la conservazione della qualità di vita” del paziente, anche nei casi di tumore localmente avanzato.

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