HomeNewsRicerca e universitàRetinopatia nei prematuri:...

Retinopatia nei prematuri: un’iniezione per fermarla

Grazie a uno studio internazionale coordinato da medici della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e Università Cattolica, campus di Roma, la cura della retinopatia dei prematuri ha un nuovo alleato: una iniezione locale di un farmaco nel neonato blocca praticamente nella quasi totalità dei casi la malattia, evitando il distacco di retina.

Lo studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista “The Lancet” ed è stato ideato e coordinato dal dottor Domenico Lepore, specialista dell’Unità Operativa Complessa di Oculistica del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS e ricercatore di Oftalmologia all’Università Cattolica, campus di Roma insieme a Neal Marlow neonatologo della University College London, Alistair Fielder, della University of London, Andreas Stahl, della University Medical Center, Greifswald in Germania e Brian Fleck, dell’Università di Edimburgo.

I bimbi nati pretermine vanno incontro a retinopatia a causa di un’immaturità del sistema vascolare retinico: l’incidenza tra i prematuri gravi è del 100%.

Nel trial clinico coordinato dal dottor Lepore (nella foto) sono stati arruolati 225 neonati pretermine, suddivisi in tre gruppi di intervento che hanno ricevuto Ranidizumab in due dosaggi diversi o la terapia laser, fino a ora considerata lo standard di cura.

Il Ranidizumab è un anticorpo specifico contro il fattore di crescita vascolare, utilizzato dapprima come chemioterapico e poi nelle maculopatie.

Ebbene, è emerso che una sola iniezione del farmaco ferma la progressione della retinopatia, un problema molto diffuso tra i prematuri che sono l’11% dei nati in Italia. Il tasso di successo del laser è inferiore e si assesta sul 68% dei casi.

Le implicazioni cliniche di questo studio sono importanti perché è la prima volta che si attesta l’efficacia del farmaco con un trial clinico: “il farmaco – conclude il dottor Lepore – evita la progressione verso il distacco di retina praticamente nel 100% dei casi. Tuttavia i piccoli pazienti devono essere sottoposti a controlli dopo l’iniezione. La terapia richiede comunque che i bambini siano seguiti da centri specializzati per alcuni anni”. 

Rimani aggiornato ad ogni nuova notizia

Continue reading

Sindrome di von Hippel-Lindau: arriva la prima opzione terapeutica sistemica

MSD annuncia che l’Agenzia Italiana del Farmaco ha approvato la rimborsabilità di belzutifan per il trattamento di pazienti adulti affetti dalla malattia di von Hippel-Lindau che hanno sviluppato carcinoma a cellule renali localizzato, emangioblastomi del sistema nervoso centrale o...

Isatuximab sottocutaneo di Sanofi approvato nell’UE come primo trattamento antitumorale somministrabile tramite iniettore indossabile

La Commissione Europea ha approvato isatuximab sottocutaneo in combinazione con regimi standard di cura per il trattamento di pazienti con mieloma multiplo in tutte le indicazioni esistenti di isatuximab per la formulazione endovenosa. Isatuximab è la prima terapia antitumorale...

A Torino il Congresso Nazionale dei Tecnici della Riabilitazione Psichiatrica

Si è svolto a Torino il 2° congresso nazionale dei Tecnici della riabilitazione psichiatrica . Dal titolo “Transizioni e innovazioni in salute mentale”, l’evento, che si è svolto gli scorsi 5 e 6 giugno, è nato dalla sinergia tra...