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Ospedale di Lodi: attiva la nuova Terapia Semi-intensiva Respiratoria

Qualche giorno fa, ultimate tutte le procedure di accreditamento, ha avviato ufficialmente la propria attività, presso l’Ospedale Maggiore di Lodi, la Terapia Semi-Intensiva Respiratoria – UTIR: una struttura all’avanguardia, progettata per rispondere in modo più efficace alle crescenti esigenze dei pazienti con patologie respiratorie acute e croniche riacutizzate che necessitano di un livello di cura “intermedio” tra quello fornito dalla terapia intensiva e dalla degenza ordinaria.

Il nuovo servizio, afferente alla Struttura Complessa di Pneumologia diretta dal Dottor Giuseppe Cipolla, dispone di quattro posti letto, dotati di tecnologie avanzate per il monitoraggio continuo dei parametri vitali e per il supporto ventilatorio non invasivo, elemento centrale nella gestione dei pazienti con insufficienza respiratoria.
Vale la pena ricordare che l’accesso all’UTIR avviene solitamente tramite ricovero d’urgenza o trasferimento da altri reparti dove si è manifestata l’insufficienza, spesso conseguenza di patologie come la BPCO, infezioni pleuropolmonari, asma grave, etc.

Secondo il responsabile della struttura, il Dottor Mariano Scozzafava, l’introduzione della Terapia Semi-Intensiva Respiratoria «permetterà di alleggerire il carico delle terapie intensive e, al contempo, di garantire cure altamente specialistiche a pazienti che necessitano di un’assistenza intermedia, tempestiva e dedicata».

Nel reparto lavorano pneumologi, infermieri specializzati di area critica e fisioterapisti respiratori, con l’obiettivo di offrire un percorso assistenziale completo che includa anche la riabilitazione precoce, elemento fondamentale per migliorare la prognosi e ridurre i tempi di degenza.

Per il Dottor Cipolla l’avvio dell’attività dell’UTIR «assume un valore particolare in un contesto in cui le malattie respiratorie, complice l’invecchiamento della popolazione   e l’incremento delle patologie croniche, rappresentano una delle principali cause di accesso agli ospedali. La nuova unità – aggiunge il primario – consentirà di rispondere con maggiore rapidità alle emergenze respiratorie, migliorando la qualità delle cure e offrendo un supporto più adeguato anche nei periodi di maggiore pressione sul sistema sanitario, come già avvenuto durante la pandemia COVID 19, quando la Pneumologia di Lodi ha avuto modo di realizzare Terapia Semi-Intensiva Respiratoria dedicata: primo esempio in Europa».

La struttura rappresenta quindi un investimento importante che «mira a rafforzare e qualificare ulteriormente l’offerta sanitaria lodigiana – sottolinea Guido Grignaffini, Direttore Generale dell’ASST – e a garantire un’assistenza avanzata e professionalmente competente, all’altezza della domanda di salute dei cittadini».

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