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Ospedale di Lodi: in Endoscopia Digestiva eseguite due nuove procedure

Due nuove procedure eseguite per la prima volta in Endoscopia Digestiva dell’Ospedale di Lodi. I due interventi sono un fiore all’occhiello per Lodi: «Hanno una importante rilevanza clinica e per il nostro servizio rappresentano un grosso traguardo che ci vede fare un enorme balzo in avanti, nel nostro patrimonio di competenze e nell’offerta ai pazienti», spiega Piera Leoni, primaria dell’Endoscopia.

Il dottor Fabio Chicco e la sua équipe, hanno effettuato un drenaggio ecoendoscopico, con il supporto di una protesi, di una pseudocisti pancreatica intervenuta nel paziente a seguito di una pancreatite acuta. La pseudocisti pancreatica è una formazione di natura benigna che richiede un trattamento quando le sue dimensioni aumentano, si infetta o causa sintomi al paziente. “Con la procedura adottata – spiega il medico endoscopista – si può ottenere lo stesso risultato di un drenaggio di tipo chirurgico, ma con meno invasività, con minor rischio di complicanze e una degenza più contenuta del paziente”. “E’ l’ennesimo obiettivo raggiunto dalla nostra struttura – aggiunge il dottor Chicco – per quanto riguarda il trattamento delle patologie digestive e bilio-pancreatiche, anche grazie alla stretta collaborazione con il centro per la patologia bilio-pancreatica del San Matteo di Pavia”.

L’evoluzione dell’ecoendoscopia, avviata con l’acquisizione di una modernissima strumentazione ci “ha permesso di conseguire – sottolinea la primaria Piera Leoni – volumi di attività al di sopra delle aspettative, con un centinaio di procedure eseguite nel corso dello scorso anno”.

Un secondo intervento significativo è stato eseguito dal dottor Francesco Broglia che, con la tecnica della dissezione sottomucosa, ha rimosso in modo radicale un polipo di circa 5 centimetri localizzato al retto.

“Questa metodica, a differenza delle tecniche tradizionalmente utilizzate – spiega lo specialista – consente l’asportazione, in un unico frammento, della lesione polipoide. Oltre a ridurre notevolmente la possibilità di recidiva, la sua rimozione radicale e completa – aggiunge il dottor Broglia – rende possibile una corretta valutazione istologica e conseguente stadiazione della lesione, in caso presentasse una componente neoplastica”.

Vale la pena ricordare che negli ultimi giorni è stato pubblicato il bando per la gara d’appalto, in forma aggregata, relativa alla fornitura di video capsule endoscopiche destinate proprio alla struttura diretta dalla dottoressa Leoni. L’investimento a carico dell’Azienda di Piazza Ospitale è di poco oltre 300.000 euro. La video capsula endoscopica è una tecnica diagnostica non invasiva e indolore. Al Maggiore la si è introdotta da circa 6 anni.Il paziente ingerisce una capsula della dimensione di una pillola, contenente una videocamera che registra migliaia di immagini durante il transito intestinale.

La metodica è particolarmente indicata per lo studio, perlopiù, dei sanguinamenti gastrointestinali di origine ignota, ma anche dei malassorbimenti e di tutta la patologia del piccolo intestino.

Si interviene diagnosticamente con la video capsula solo dopo che la gastroscopia o la colonscopia non siano riuscite ad accertare la fonte del sanguinamento e con il paziente ancora in condizione anemica.
Una cinquantina le procedure con video capsula eseguite nel corso dell’anno, con un incremento costante di questa indicazione diagnostica.

I dispositivi previsti nella nuova fornitura saranno dotati di intelligenza artificiale che permette la segnalazione automatica e in tempo reale, durante il percorso della video capsula, di eventuali lesioni o presenze di polipi.

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