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L’indispensabile Formazione continua di un Servizio di Ingegneria clinica

I Servizi di Ingegneria Clinica si occupano della valutazione d’acquisto, della gestione in sicurezza e della manutenzione, secondo le normative vigenti, di tutte le apparecchiature elettromedicali e da laboratorio presenti presso I.R.C.C.S. ed Ospedali. Tale attività, la cui efficienza ed efficacia sono evidentemente condizionate da un periodico aggiornamento sulle tecnologie disponibili in continua evoluzione, impatta considerevolmente sulla qualità delle attività clinico-scientifica e sulla sostenibilità dei costi. Una tesi di Laurea magistrale in Ingegneria, a seguito di tirocinio presso il Servizio di Ingegneria clinica dell’Ospedale San Raffaele di Milano, ha consentito una breve riflessione sulla formulazione di piani formativi ad hoc.

L’Istituto statunitense ECRI è un’organizzazione internazionale focalizzata, da decenni, sui potenziali eventi avversi ospedalieri correlati alle tecnologie sanitarie.

Ogni anno viene stilata una classifica sui 10 maggiori rischi, riguardanti i dispositivi medici, meritevoli di maggior attenzione per l’anno successivo.

La chirurgia robotica costituisce oggi una straordinaria possibilità, per il cui pieno sfruttamento occorre tuttavia una Formazione più approfondita.

Inoltre, la sala operatoria è un ambiente ad alta concentrazione tecnologica; in generale, dunque, esiste la necessità di una conoscenza significativa del parco-macchine e del correlato buon utilizzo.

I dispositivi di infusione sono spesso oggetto di segnalazioni e le conseguenze di errori di manovra possono essere gravi.

Numerosi di questi derivano da malfunzionamenti di pompe, da personale che inconsapevolmente vanifica un meccanismo di sicurezza, da programmazioni errate dell’erogazione.

Sovente molti allarmi, sulla cui abbondanza forse occorrerebbe una riflessione, vengono sottovalutati. Ciò può determinare evidentemente pericolose conseguenze.

La mancanza di consapevolezza è la causa principale di una moltitudine di rischi e può essere sanata solo attraverso meccanismi di Formazione periodica.

La semplice informazione una tantum non è sufficiente, come attestato anche dalla ricorsività delle rilevazioni ECRI.

Numerose evidenze scientifiche documentano l’atavica obsolescenza del parco tecnologico nazionale. Ciò determina minore efficacia diagnostica e terapeutica, correlata ridotta efficienza delle risorse umane ed economiche, maggiori rischi per la sicurezza di Pazienti ed Operatori.

Nella scarsità di risorse, un valore ancora maggiore caratterizza comportamenti diligenti nell’impiego e nel mantenimento della dotazione strumentale presente nei nosocomi italiani.

Le Unità di Ingegneria Clinica si occupano della valutazione d’acquisto, della gestione in sicurezza e della manutenzione, secondo le normative vigenti, di tutte le apparecchiature elettromedicali e da laboratorio presenti presso I.R.C.C.S. ed Ospedali. Tale attività, la cui efficienza ed efficacia sono evidentemente condizionate da un periodico aggiornamento sulle tecnologie disponibili in continua evoluzione, impatta considerevolmente sulla qualità delle attività clinica e scientifica, sulla sostenibilità dei costi. Un investimento ininterrotto sulla Formazione, con relativo monitoraggio dei risultati, è indispensabile per consentire al personale SIC di garantire risparmio economico e continuità di servizio della dotazione strumentale.

Una gestione sicura, appropriata ed economica della dotazione strumentale implica competenze in numerose discipline, coerentemente con l’ampia gamma di aspetti connessi all’utilizzo di tecnologia all’avanguardia.

Il San Raffaele di Milano, che ha ottenuto la qualifica di IRCCS nel 1972, costituisce uno dei maggiori Policlinici italiani. La Ricerca scientifica, organizzata in Divisioni, Istituti e Centri popolati da circa 1.000 Persone, investe quasi tutti i campi della Ricerca biomedica e conduce a collaborazioni con i migliori Centri internazionali, guadagnando così la ribalta mondiale. La maggior parte dell’attività, correlata alle varie linee di Ricerca attuali, si concentra prevalentemente nei Laboratori di Ricerca, appositamente realizzati per garantire strutture e spazi idonei, mentre la Ricerca clinica finalizza nelle Unità operative gli sforzi a monte. A tutt’oggi, lo stadio di Ricerca alimenta numerose e continue sinergie con i Dipartimenti clinici, secondo uno stretto connubio tra speculazione teorica ed applicazione pratica; una strategia che ha consentito all’Ospedale San Raffaele di essere conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo non solo per la qualità delle cure erogate, ma anche per la produzione scientifica. I risultati raggiunti dal San Raffaele dipendono considerevolmente anche dalla disponibilità di uno dei più nutriti parchi – macchina nazionali, in cui spicca un notevole numero di soluzioni all’avanguardia. Il governo tecnologico, affidato al Servizio di Ingegneria clinica, mira costantemente all’acquisizione oculata, alla continuità di servizio, al monitoraggio delle migliori potenzialità diagnostico-terapeutiche disponibili sul mercato.

Inoltre, la conservazione della certificazione ISO 9001:2015, assodata conquista dal Servizio di Ingegneria clinica, passa pure per l’elaborazione ed il monitoraggio periodici di un piano formativo interno.

L’ambizione sarebbe lo sviluppo di programmi formativi, sia innovativi sia consolidati, in grado di permettere una progressiva razionalizzazione dei costi di investimento e di gestione, la crescente riduzione dei rischi di infortunio per Pazienti e Personale, un contributo alla Letteratura in materia.

Ci si vorrebbe avvalere, dunque, di qualsiasi modalità oggi disponibile: corsi in aula, e-learning, webinar, journal club, seminari, congressi, etc.

A tal scopo, vengono individuate 4 aree di aggiornamento, ulteriormente scomponibili: Economia, Organizzazione e Management; Manutenzione, Sicurezza e Normazione; Qualità; Generica.

L’aggiornamento professionale dovrebbe interessare, in egual misura e trasversalmente su tutte le categorie individuate, le figure presenti nel SIC: Ingegneri, Tecnici elettromedicali, Amministrativi.

Poiché la Formazione può essere considerata non solo una necessità concreta ed un obbligo di Legge, ma pure un benefit aziendale, una possibilità di crescita collettiva e personale, un mezzo per accrescere l’amalgama all’interno del SIC e verso le altre entità dell’Ospedale, si suggerisce anche un criterio teso al rispetto dei criteri di rotazione e di equo accesso alle opportunità formative, coerentemente con le necessità d’ufficio.

Di conseguenza, pare opportuno attribuire un punteggio a ciascuna iniziativa di potenziale interesse, in funzione di alcuni criteri: priorità percepita, costo, fruibilità da parte di un elevato numero di persone, impatto sull’attività, etc.

Si possono distinguere, inoltre, una componente fissa e facilmente programmabile ed un’altra in fieri, completabile con iniziative pubblicizzate solo con 2-3 mesi di anticipo, magari a fine anno.

Tale variabilità richiede una prontezza decisionale ed operativa consentita, a Ns. modesto parere, solo dalla immediata disponibilità di un budget dedicato a responsabilità diretta dei vertici del SIC.

Infine, è stata svolta un’accurata analisi fra la Formazione destinata al SIC e quella promossa dal medesimo. Difatti, la crescita culturale del SIC non solo garantisce una riduzione dei costi di acquisto e di manutenzione, ma pure un’incrementata consapevolezza ospedaliera sul tema.

Un individuale grafico a ragnatela, il cui grado di completamento agevola un’immediata verifica ed indirizza la Formazione di ciascun Professionista, ci sembra lo strumento più semplice di controllo.

Più che di una diretta misura del bagaglio professionale dei singoli, inevitabilmente caratterizzato da numerose variabili, ci pare tale modalità possa essere utile per focalizzare l’attenzione alla sua evoluzione lungo direttrici ben definite.

Se, da un lato, appare utile aumentare le conoscenze tecniche del personale amministrativo, dall’altro non sembra sbagliato specializzare alcune persone, per interesse culturale od attitudine, su tematiche specifiche.

In generale, infatti, la qualità di una riparazione nasce non solo dalla disponibilità dei ricambi o dal loro prezzo, ma anche dalla consapevolezza delle norme di settore e delle modalità burocratiche.

La Sicurezza, così come il risparmio economico e la qualità diagnostico-terapeutica, non passa solo dall’ottenimento dello sconto maggiore possibile; sono indispensabili una conoscenza dei principi di funzionamento, del mercato, delle dinamiche negoziali. Certamente la routine, di per sé, favorisce un generico accrescimento di queste abilità; il valore della pratica, del learning by doing, non è ovviamente da sottovalutare.

Tuttavia, solo la Formazione, il confronto con la best practice permettono di individuare le potenzialità di miglioramento e di anticipare eventuali sbagli.

Sebbene la pratica sia imprescindibile, pare evidente come non si possa imparare la Chirurgia senza studiare, semplicemente tenendo a lungo un bisturi.

Non è sempre facile misurare la resa di un investimento.

Indici di rendimento, catene del valore, etc. sono strumenti funzionali ad individuare l’apporto, intuibile peraltro pure secondo buon senso, di una qualsiasi esperienza formativa.

A fronte di una spesa immediata d’iscrizione, tuttavia, i vantaggi emergono solo nel tempo.

Inoltre, è spesso difficile correlare con precisione un’esperienza / un corso e la generica crescita delle proprie capacità, che può essere influenzata da altri fattori, quali la fantasia nel dover affrontare con prontezza una avaria improvvisa.

Da poco più di un decennio, anche nel Ns. Paese, si utilizza un Social Return on Investment, per quantificare il valore economico generato dall’impiego di risorse in un’iniziativa no-profit, di beneficio sicuro sebbene a volte non immediato, monetizzando l’investimento effettuato.

Nell’ambito della Ricerca scientifica, ad esempio, Impact factor ed H-Index attribuiti alla pubblicazioni aiutano ad indirizzare la distribuzione dei fondi ministeriali ai diversi Istituti di Ricerca e Cura a carattere scientifico.

Nulla pare inibire l’utilizzo di uno SROI, applicato al SIC, relativo alla capacità di evitare le avarie o di ridurne la durata.

Un obbiettivo, a Ns. giudizio, sfidante sarebbe il recupero del 2% annuo del budget di manutenzione.

Naturalmente, una quota congrua di queste generate risorse dovrebbero essere re-immesse nel circuito formativo, così da produrre risultati ancora migliori nel periodo successivo.

Diverse analisi di make or buy, condotte negli anni, hanno premiato la filosofia del Servizio di Ingegneria clinica del San Raffaele, presente sin dagli anni 80, di sviluppo e difesa di un know how interno, dei propri Dipendenti, nella gestione dell’intero parco-strumenti.

Ciò ha garantito una capacità negoziale e di gestione in esecuzione diretta, senza intermediari, del 90% dell’attività manutentiva preventiva e correttiva.

L’alacre azione di Ingegneri, Tecnici ed Amministrativi, in circa 30 anni, ha consentito un risparmio, quindi un utile, di svariati milioni di euro.

In particolare in un periodo storico in cui il possesso di tecnologia all’ultimo grido, la migliore sul mercato, di straordinario valore diagnostico-terapeutico e l’illusione di beneficiarne a prezzi stracciati danno origine ad un ossimoro.

L’equilibrio fra i due antipodi è una missione delicata, difficile; focalizzare l’attenzione sul rapporto costo/benefici complessivi pare oggi l’unica via per diminuire concretamente gli ineludibili oneri economici legati all’adozione di una tecnologia all’avanguardia.

Ing. Chiara Marando e Ing. Paolo Ranieri, IRCCS Ospedale San Raffaele, Servizio Ingegneria clinica

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