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Le nanotecnologie per la teranostica

La teranostica è un concetto innovativo in medicina basato sull’integrazione di diagnosi e terapia attraverso l’uso delle nanotecnologie. La combinazione di diagnostica e terapia permette di fornire al medico un trattamento ottimale e individuale del paziente già dalle prime fasi della malattia. Come conseguenza, il paziente può beneficiare di un’assistenza terapeutica personalizzata e un migliore, tempestivo e più efficiente trattamento della terapia stessa.
In questo campo di ricerca, inerentemente multidisciplinare, il gruppo afferente al Molecular Biology and Nanotechnology Laboratory, attivo presso il Dipartimento di Ingegneria e Architettura e che annovera tra i suoi componenti il prof. Maurizio Fermeglia, attuale Magnifico Rettore, ha appena pubblicato due importanti contributi su due riviste di eccellenza quali “Proceedings of the National Academy of Science of the United States of America” e “The Journal of the American Chemical Society”.
Nel primo lavoro, pubblicato su PNAS, è stato sviluppato un nanosistema autoassemblante per la diagnostica non invasiva per immagini in campo oncologico, in particolare quelle basate sulla tomografia ad emissione di positroni. Queste nuove particelle, prive di effetti tossici, sono in grado di accumularsi in maniera rapida e specifica nella lesione tumorale permettendo l’ottenimento di immagini specifiche, nitide e particolarmente efficaci anche di alcuni tipi di tumori che ad oggi non sono evidenziabili usando gli agenti di contrasto correntemente impiegati nella pratica clinica.
Nel secondo lavoro, apparso su JACS, è stato progettato, sviluppato un nanovettore autoassemblante specificatamente funzionalizzato per colpire cellule tumorali e bloccarne la proliferazione attraverso la tecnica di gene silencing, ovvero lo “spegnimento” dei geni coinvolti nella crescita di tali cellule. I risultati hanno dimostrato che il nuovo sistema possiede, rispetto agli agenti a base nanotecnologica attualmente disponibili, un’efficacia antitumorale superiore non accompagnata – aspetto questo molto importante – da fenomeni di tossicità o infiammazione.
«Collaboriamo in questo campo con la Dr. Peng, Direttrice del CNRS di Marsiglia, da tanti anni e con grandissima soddisfazione», spiega la Prof.ssa Pricl del DIA. «In questo caso», continua la docente, «sono particolarmente fiera che parte di questi risultati importanti, sia in fase di progettazione che di caratterizzazione di questi sistemi, provengano dal nostro laboratorio, e in particolare siano il frutto del lavoro di due giovani che appartengono al MolBNL @UniTS, il Dr. Erik Laurini e il Dr. Domenico Marson, attualmente RTDb e post-doc press il DIA».

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