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La radiofrequenza endoscopica è una tecnica che consente il trattamento di lesioni neoplastiche delle vie biliari e del pancreas. E’ una tecnologia molto recente, ancora in fase sperimentale, che viene utilizzata nell’Asst Rhodense presso l’Endoscopia Digestiva del Presidio di Garbagnate Milanese dove esiste da alcuni anni un centro di Ecoendoscopia terapeutica all’avanguardia coinvolto nella fase finale di questa sperimentazione. L’Asst Rhodense è uno dei cinque centri endoscopici selezionatiin Italia. La radiofrequenza eco-endoscopica ha l’obiettivo di trattare i tumori pancreatici maligni, le lesioni neuroendocrine e i tumori biliari maligni: purtroppo non per tuttii casi clinici ci sono criteri di applicabilità. Al momento sono più di 15 i pazienti, affetti da neoplasia pancreatica e biliare, che sono stati trattati a Garbagnate Milanese e che hanno riportato un ottimo successo sia in termini di efficacia del trattamento immediato che sulla sopravvivenza a lungo termine.

“Stiamo partecipando ad unprotocollo internazionale per l’utilizzo della radiofrequenza nel trattamento delle neoplasie neuroendocrine del pancreas. Lo studio coordinato dal Policlinico Gemelli e dall’Università Cattolica di Roma vede coinvolti i gastroenterologi dell’Asst Rhodense coordinati dal dottor Manes, gli oncologici coordinati dal dottor Bollina e dalla dottoressa Della Torre, in collaborazione conaltri dieci centri di Endoscopia internazionali – spiega Germana de Nucci, Gastroenterologa dell’Asst Rhodense – Gli ottimi risultati ottenuti finora sono il frutto di un lavoro di equipe dell’Endoscopia Digestiva tutta, personale medico ed infermieristico, coordinata da Lea Tisci”.

La ablazione con radiofrequenza è una tecnica, utilizzata da diversi anni, che sfruttando il calore distrugge le cellule tumorali. Negli anni questa procedura ha subito notevoli evoluzioni ed oggi abbiamo a disposizione diversi strumenti che consentono attraverso l’eco-endoscopia di raggiungere lesioni pancreatiche e biliari prima accessibili solo con un vero e proprio intervento chirurgico. Questi strumenti, chiamati elettrodi mono o bipolari, veicolano all’interno della lesione tumorale una corrente alternata ad alta frequenza che genera calore con temperature comprese tra i 60° ed i 100° determinando la necrosi dei tessuti trattati. La radiofrequenza non è impattante sul paziente, è una procedura mini-invasiva eseguibile in sala endoscopica e con assistenza anestesiologica che può essere ripetuta più volte in base alla necessità effettiva di trattamento.

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