In che modo i dispositivi medici monouso in endoscopia possono contribuire a migliorare l’efficienza organizzativa delle strutture sanitarie, ridurre le liste d’attesa e rafforzare la prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza? A questa domanda ha cercato di rispondere l’evento istituzionale promosso su iniziativa dell’On. Gian Antonio Girelli, componente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, realizzato con il contributo non condizionante di Ambu presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati.
Nel corso dell’incontro sono state presentate le più recenti evidenze scientifiche che indicano come l’adozione di dispositivi endoscopici monouso possa rappresentare un significativo cambio di paradigma nella gestione delle procedure diagnostiche e terapeutiche. Secondo uno studio pubblicato da Bertolo et al., l’introduzione di strumenti monouso consentirebbe di aumentare fino al 50% il numero di pazienti trattati quotidianamente, passando da 10 a 15 procedure al giorno, con un risparmio stimato di circa 112 euro per procedura. Ulteriori evidenze scientifiche evidenziano inoltre come i dispositivi monouso rappresentino oggi, insieme allo screening pre-procedurale, uno degli strumenti più efficaci per interrompere la catena di trasmissione infettiva nei casi in cui la sanificazione degli strumenti complessi non sia sufficiente.
“Le evidenze scientifiche sui modelli di trasmissione delle infezioni correlate all’assistenza sono fondamentali perché consentono di tradurre la conoscenza in cambiamenti concreti nei comportamenti e nelle pratiche cliniche”, ha dichiarato Fortunato Paolo D’Ancona, Dirigente di Ricerca del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità. “La prevenzione rappresenta il primo passo: il rischio zero non esiste, ma esistono protocolli, procedure e tecnologie che possono ridurlo significativamente. Gli endoscopi monouso sono una tecnologia che contribuisce a diminuire il rischio di trasmissione infettiva e possono inserirsi in una strategia più ampia di prevenzione e controllo delle infezioni. Nel prossimo Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza sarà previsto un piano operativo dedicato alla prevenzione e al controllo delle infezioni, con particolare attenzione alla valutazione delle nuove tecnologie monouso e dell’intero processo assistenziale”.
Le infezioni correlate all’assistenza rappresentano una delle principali sfide per il Servizio Sanitario Nazionale. Ogni anno, infatti, coinvolgono circa 500 mila pazienti ricoverati negli ospedali italiani.
“Portare questo tema all’interno della Camera dei Deputati significa riaffermare il ruolo delle istituzioni nel promuovere consapevolezza e indirizzo strategico”, ha affermato Gian Antonio Girelli, componente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati. “I numeri delle infezioni correlate all’assistenza impongono una riflessione approfondita. La prevenzione non può essere considerata un elemento accessorio, ma deve diventare una priorità delle politiche sanitarie. L’adozione di dispositivi monouso non rappresenta una semplice innovazione tecnologica, ma un diverso modo di affrontare alcuni percorsi diagnostici e assistenziali. Occorre investire nella formazione, definire linee di indirizzo omogenee sul territorio nazionale e sostenere scelte organizzative che migliorino la sicurezza dei pazienti e generino al tempo stesso risparmi per il sistema sanitario”.
Durante i lavori particolare attenzione è stata dedicata all’impatto dei dispositivi monouso nella pratica clinica quotidiana, soprattutto per i pazienti più fragili. “Ci confrontiamo sempre più frequentemente con pazienti anziani, immunocompromessi, con una storia oncologica o sottoposti a trapianto, per i quali il rischio infettivo rappresenta una criticità particolarmente rilevante”, ha spiegato Andrea Anderloni, Professore Associato di Gastroenterologia presso l’Università degli Studi di Pavia e Direttore della SC Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia. “L’endoscopia digestiva ad esempio consente oggi di eseguire procedure mini-invasive che spesso sostituiscono interventi chirurgici più complessi. Per questo è fondamentale mettere in campo tutte le soluzioni disponibili per ridurre il rischio di infezione e rafforzare il rapporto di fiducia tra paziente e struttura sanitaria. Inoltre, la disponibilità di strumenti monouso pronti all’uso, sterili e facilmente mobilizzabili offre vantaggi importanti anche dal punto di vista logistico e organizzativo”.
L’evento ha evidenziato come l’innovazione tecnologica, integrata in un approccio multidisciplinare e supportata da adeguate valutazioni organizzative ed economiche, possa contribuire a rendere i percorsi assistenziali più sicuri, efficienti e sostenibili. La prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza, la riduzione delle liste d’attesa e il miglioramento della qualità delle cure emergono così come obiettivi complementari di una stessa strategia di innovazione sanitaria.


