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Dopo il grande successo del tour che ha visto il coinvolgimento delle piazze d’Italia da Treviso a Bari, da Sassari a Brescia, arriva agli operatori socio-sanitari “Fermata Alzheimer”, il tour voluto da Korian per sensibilizzare sulle demenze che colpiscono solo in Italia 1 milione e 200mila persone e 50 milioni nel mondo

Con il contributo della tecnologia di visori multimediali, circa 200 operatori a Bologna e altrettanti a Firenze per un totale di 400 operatori socio-sanitari hanno potuto essere proiettati per 10 minuti in una “realtà parallela”, quella della malattia, grazie a un visore con una rappresentazione in 3D.

“Purtroppo, l’Alzheimer e le demenze in genere sono una delle prime cause di ricovero dei pazienti presso le nostre strutture – dichiara Aladar Bruno Ianes, Direttore Medico di Korian Italia – “La crescita dei casi negli ultimi anni è vertiginosa e si stima che il numero triplicherà in 30 anni, per questo è importante fare informazione, sia alla popolazione, sia agli operatori stessi. Quindi come Korian abbiamo deciso di uscire dalle nostre cliniche e portare i nostri visori agli operatori perché vogliamo diffondere la nostra conoscenza sul tema a quante più persone possibili. L’esperienza del visore, poi, è unica, perché ti permette di vivere la patologia per 10 minuti e riesce a farti entrare nella psicologia dei nostri pazienti”.

Korian offre ogni anno assistenza a 5.500 pazienti affetti da questa patologia, forte di un approccio targato Korian che prende il nome di “Positive Care”. Per le forme di Alzheimer e di demenza grave, Korian dispone inoltre in Italia di 17 centri specializzati dotati di un nucleo protetto e due Centri Diurni Integrati appositamente dedicati. In tutte queste strutture vengono offerte ai malati di Alzheimer le condizioni necessarie di tutela e gli stimoli riabilitativi adeguati alle loro compromesse capacità cognitive e funzionali attraverso specifici progetti di terapia non farmacologica, uno dei punti cardine della Positive Care.

Quella del visore è stata un’esperienza che ha toccato subito la mia sfera emotiva, uno strumento molto utile per sensibilizzare soprattutto chi come me lavora in questo ambito e tende a fermare l’abitudine a trattare con un paziente e a tornare a parlare prima di tutto con una persona” – ha dichiarato Marco, operatore sociosanitario di Bologna

“Io lavoro in una casa di riposo e quest’esperienza mi ha aiutato a capire ancora di più quanto possa essere difficile da parte di un familiare accettare e prendersi cura del proprio caro che si ammala – ha dichiarato Maria, operatrice di Firenze – A livello pratico è stato molto utile per tutti quegli accorgimenti su colori e oggetti di cui non ero a conoscenza”

“Ringrazio Korian per aver fatto un uso intelligente della tecnologia, che così, anziché alienare, umanizza e sensibilizza”- ha aggiunto Francesco, di Parma.

Il Positive Care è la metodologia “brevettata” da Korian per supportare i propri pazienti. “Con il Positive Care – dichiara Aladar Bruno Ianes, Direttore Medico di Korian Italia – il paziente viene messo al centro del programma di cura: si tratta di offrire a ciascuno un percorso assistenziale personalizzato in base ai bisogni personali, qualunque sia la sua condizione di salute. Lo staff di Korian elabora un preciso percorso di cura personalizzato che prevede il coinvolgimento del team multidisciplinare, il quale definisce gli strumenti ed i percorsi specifici per ciascun paziente al fine di aiutarlo a preservare le proprie capacità in un ambiente adeguato, dove ci si senta sicuri e protetti”. Il Positive Care è stato sviluppato dai team Korian oltre 15 anni fa ed è ispirato alla neuropsichiatra ed educatrice Maria Montessori che ha sviluppato quello che oggi è diventato noto come “metodo Montessori”. Didier Armaingaud, Direttore Medico di Korian Group, insieme agli specialisti Korian, ha quindi sviluppato l’approccio Positive Care a partire dal concetto montessoriano dell’“aiutami a farlo da solo” secondo il quale essere indipendente è in primo luogo una questione di essere in grado di scegliere autonomamente. “Secondo gli studi Korian, l’approccio montessoriano può essere applicato anche alla cura degli anziani e di tutti quei pazienti affetti da malattie neurodegenerative come l’Alzheimer” – dichiara il Dottor Ianes – che prosegue: “L’idea è quella di affiancare alla migliore qualità assistenziale l’empatia, per cercare di preservare le capacità residue delle persone, la loro indipendenza e, non ultimo, ridar loro la gioia di vivere”.

Il progetto prevede anche il coinvolgimento dei familiari e dei caregiver, che divengono centrali per la cura del loro caro, al fine di stimolare una partecipazione attiva che concretizzi il concetto di “umanizzazione delle cure”. La centralità del caregiver non può essere ignorata: soltanto in Italia si calcolano 3 milioni di persone coinvolte nell’assistenza dei loro cari; nel mondo si stima che questi sono per oltre il 70% donne.

Il Positive Care si avvale anche di innovative soluzioni architettoniche e di design appositamente studiate per migliorare le condizioni di vita quotidiana dei pazienti: “i nuovi progetti di Korian vanno ad abbandonare progressivamente la logica del “posto letto” per sostituirla con quella di uno spazio di residenza il più possibile familiare che consenta la prosecuzione di un progetto di vita, favorendo relazioni umane e affettive, attività, gesti, aspirazioni, pensieri ed emozioni”, dichiara Aladar Bruno Ianes, Direttore Medico di Korian Italia.

Non per ultimo, il nuovo modo di configurare gli ambienti porta necessariamente a cambiare l’approccio di tutti i soggetti dell’assistenza; per questo Korian sta eseguendo un piano di formazione costante delle proprie equipe per un totale di 5.000 operatori Korian coinvolti.

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