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Kastus: il rivestimento anti-microbico che annienta il coronavirus su touch-screen, ceramica e vetro

La Commissione Europea ha annunciato che ha assegnato 166 milioni di euro a 36 imprese innovative nella lotta al Covid-19, di cui ben 5 irlandesi. Kastus è uno dei progetti selezionati per il finanziamento gestito dall’European Innovation Council Accelerator Pilot. Erano ben 1.400 i progetti presentati. Tra i Paesi vincitori, a pari merito con l’Irlanda, ci sono Danimarca e Olanda, seguite da Germania e Francia con 4 progetti ciascuna, assente l’Italia.

La start-up irlandese Kastus ha lanciato anche in Italia lo schermo trasparente da applicare facilmente a qualunque touch-screen esistente: dal telefono al bancomat. Una soluzione permanente ed efficace 24/7 nell’uccidere batteri e disattivare i virus, compreso il coronavirus, come dimostrato dai test eseguiti presso laboratori indipendenti di New York. La formula rende immuni anche le superfici in vetro e ceramica. La società è supportata da Enterprise Ireland, l’ente governativo per l’Innovazione e il Trade, 1°Venture Capital d’Europa.

Il rivestimento anti-microbico della start-up irlandese Kastus, già validato per distruggere il 99,99% dei super-batteri come Escherichia Coli e MRSA, si è dimostrato efficace anche per disinnescare il coronavirus. Il risultato rivoluzionario è stato certificato dai Nelson Laboratories di New York.

L’impresa fondata nel 2014, ha sviluppato l’innovativa tecnologia anti-microbica che viene applicata durante il processo di lavorazione a superfici come vetro, ceramica e agli schermi protettivi da applicare a qualunque touch-screen: telefoni, tablet, bancomat, chioschi informativi.

John Browne, CEO di Kastus, spiega: “La nostra tecnologia rende più sicuro l’utilizzo dei touch-screen praticamente ovunque: dagli ambienti di lavoro, ai luoghi aperti al pubblico come centri commerciali, ospedali, aeroporti. Applicato in fase di lavorazione al vetro e ceramica li rende immuni dal virus per sempre”.

Una ricerca pubblicata di recente sul “New England Journal of Medicine” ha dimostrato che il virus Sars-CoV-2 sopravvive fino a 24 ore sulle superfici di cartone e fino a 2-3 giorni su plastica, vetro e acciaio.

Browne, esperto nel settore, venne a conoscenza della rivoluzionaria tecnologia anti-microbica grazie a Enterprise Ireland alcuni anni fa. Subito ne intuì l’enorme potenzialità. “All’epoca i chioschi pubblici non erano così diffusi. Di conseguenza non c’era consapevolezza dei rischi causati dai germi presenti sulla superficie dei touch-screen. Quando spiegavo il valore aggiunto di superfici anti-microbiche, la gente mi prendeva per matto”, ricorda Browne.

L’automazione crescente ha portato con sé l’utilizzo dei touch screen: dall’ordinare un hamburger in un fast-food a espletare il check-in in aeroporto, dalla spesa al supermercato alla gestione dell’inventario di magazzino.

“L’industria ha introdotto schermi per ogni funzione senza prendere in considerazione che queste superfici continuamente a contatto con le persone non potevano essere completamente sanificate. Potevano essere ’pulite’ con un panno umido che non fa altro che diffondere ancora di più i virus”.

Invece il rivestimento brevettato da Kastus sfrutta l’umidità ambientale e la luce come carburante per generare una particolare molecola contenente ossigeno che si attacca a batteri e virus uccidendoli.

“Per capirne il meccanismo, bisogna immaginare un sottilissimo strato in cui la superficie è spumeggiante e quindi sempre dinamica e in movimento”, spiega Browne. Il rivestimento viene applicato in fase di produzione, quando è sintetizzato nella superficie rivestendola di una pellicola sottile quanto duratura.

“La nostra tecnologia è unica – aggiunge Browne. – Abbiamo investito oltre 1 milione di euro per proteggerla con brevetti validi in tutto il mondo. Una spesa ingente in una fase di early stage, ma indispensabile. Sul mercato ci sono prodotti che si definiscono anti-microbici, come robot con lampade UV, o spray a base di candeggina, ma la nostra soluzione è unica perché è permanente, scientificamente efficace, facile da applicare agli schermi esistenti e non si disperde nell’ambiente”.

Non appena si è diffusa la notizia del successo dei test contro il coronavirus, le richieste sono schizzate alle stelle. Attualmente Kastus conta clienti in Asia, Nord America ed Europa. Tra questi ci sono l’americano Zagg, produttore leader di schermi protettivi per ogni tipo di tablet e telefoni, e Al Maha Ceramics che dall’Oman esporta in Asia e Africa.

L’azienda ha sempre puntato a collaborare con multinazionali e brand globali. “Una vera sfida perché simili aziende tendono a preferire le tecnologie che hanno sviluppato in casa piuttosto che quelle proposte da una start-up”, sottolinea Browne.

Nonostante la pandemia, l’azienda è in grado di accrescere la produzione per soddisfare la domanda.“La formula è molto complessa, ma il nostro team R&D, guidato dal dottor James Kennedy, ha sviluppato un processo produttivo in grado di soddisfare anche ingenti volumi di richieste”.

Kastus fino ad oggi ha raccolto 6 milioni di euro d’investimenti. Ora punta a un round serie B di 10 milioni di euro e a raddoppiare il personale a 50 addetti. La società ha due modelli di business: la vendita diretta del prodotto chimico o la cessione della licenza del brevetto di produzione. L’obiettivo in questo momento è di poter diffondere il più possibile questa tecnologia per proteggere le persone dal contagio del coronavirus.

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