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Parte dalla Valsessera il servizio di telemedicina che Asl Vercelli ha predisposto per far fronte al minor numero di medici di base sul territorio e che consente ai cittadini dei piccoli paesi di minimizzare gli spostamenti per andare dal proprio medico di fiducia.

Il Servizio ha come punto di riferimento la Casa della Salute di Coggiola, che ospita gli ambulatori dei medici di base che aderiscono alla sperimentazione, la dottoressa Rosella Giuliani e il dottor Hamid Ghannadzadeh, oltre ad una serie di altre attività che spaziano dai prelievi ad alcune tipologie di visite specialistiche.

A Portula, uno dei paesi dell’alta valle a 15 minuti di auto, in un locale messo a disposizione dalla farmacia Tallia, l’infermiera di famiglia e comunità Giuseppina Di Biase incontra i pazienti che vogliono collegarsi con il proprio medico di base per una visita e fa da interfaccia per tutti gli altri servizi disponibili e con il personale a Coggiola, contribuendo a creare una rete assistenziale, ma anche basata sul rapporto umano e la conoscenza personale, molto utile soprattutto per le persone anziane e fragili.

Ma questo è solo il primo passo, a breve il servizio di telemedicina sarà ampliato rendendo possibili anche le visite specialistiche e di refertazione in valle, utilizzando per i collegamenti la Casa della Salute a Coggiola, senza dover raggiungere gli ospedali di Borgosesia o di Vercelli.

«Asl Vercelli è la prima in Piemonte a strutturare questa attività, che partendo dalla Valsessera sarà presto proposta anche in altre valli come la Val Semenza e la Val Mastallone – spiegano il Direttore Generale dell’Asl Eva Colombo e il Direttore del Distretto Germano Giordano – Il nostro obiettivo è non lasciare mai sole le persone, mettendo a disposizione un’offerta sanitaria basata su tecnologie avanzate e sempre più vicine alle esigenze del paziente. Nei luoghi più decentrati la Telemedicina rappresenta un supporto fondamentale per la gestione delle fragilità, delle cronicità e anche delle emergenze, perché consente un monitoraggio tempestivo e continuativo della persona».

Il servizio è stato progettato coinvolgendo i sindaci del territorio che a più riprese avevano segnalato il tema della riduzione del numero dei medici di base. «Sono contento che la sperimentazione parta dalla Valsessera – dice il sindaco di Portula Fabrizio Calcia Ros – questo servizio viene incontro alle esigenze dei cittadini, anche se auspico che col tempo possa aumentare nuovamente il numero di medici di famiglia. I cittadini di Portula, già prima del lancio ufficiale della telemedicina, hanno iniziato ad utilizzarla recandosi in farmacia e collegandosi con il supporto dell’infermiera di famiglia, utilissima soprattutto per le persone anziane a cui il servizio deve essere spiegato».

«Abbiamo messo volentieri a disposizione un locale della farmacia per effettuare il servizio di telemedicina – spiega la dottoressa Roberta Russo, titolare della farmacia – La risposta è già molto buona e credo l’utenza aumenterà molto nei mesi invernali quando gli spostamenti saranno più difficoltosi. I collegamenti attualmente vengono effettuati due volte alla settimana, lunedì e venerdì dalle 11 alle 12».

Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Coggiola, dove alla Casa della Salute a breve partiranno anche alcuni servizi specialistici di telemedicina e teleconsulto: <La Casa della salute è accogliente e deve diventare sempre più un riferimento per la nostra valle – dice il sindaco di Coggiola, Paolo Setti – La telemedicina si dimostra preziosa per garantire il potenziamento di alcune attività che da tempo non erano più presenti in valle. Come Comune, con la collaborazione del nostro assessore dottor Andrea Guala, abbiamo lavorato insieme all’Asl per perfezionare l’attività che partirà a breve e che renderà possibili, tra gli altri, teleconsulti con gli specialisti della Cardiologia, della Diabetologia, della Psicologia, della Pediatria e di altre specialità».

«Vale la pena precisare che la televisita ha lo stesso valore della visita in presenza, ma non la cancella – aggiunge Germano Giordano – Lo specialista, qualora lo ritenga necessario, può comunque richiedere di vedere il paziente di persona avendo già un’idea della sua situazione e guadagnando tempo prezioso per tutti».

«La telemedicina dopo decenni di sperimentazione e grazie alla spinta decisiva della Regione Piemonte che a livello nazionale ha contribuito alla stesura e all’approvazione delle linee guida approvate un anno e mezzo fa in piena pandemia – spiega Alessandro Stecco, presidente della Commissione Sanità della Regione – sta entrando finalmente nelle case degli italiani e negli ambulatori di prossimità. La telemedicina attuata assieme alla figura dell’infermiere di famiglia e comunità – prosegue Stecco – è uno strumento che garantisce la possibilità di effettuare visite e consulenze a distanza, garantire accessibilità e capillarità di prestazioni di elevata qualità, riducendo le distanze, colmando i limiti dati dalle carenze di medici, facilitando l’erogazione di servizi sanitari. Mi complimento con la Direzione Generale dell’ASL Vercelli e la Direzione del Distretto Sanitario perché con il loro progetto pongono la sanità vercellese al top anche come innovazione organizzativa in Regione, e contemporaneamente danno risposte concrete ai cittadini e pazienti, in un momento quanto mai difficile per la sanità pubblica».

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