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Glioblastoma: finanziato progetto fra Pisa, Oxford e Milano sui biomarcatori tumorali sanguigni per terapie personalizzate

Arrivano i primi frutti del progetto internazionale di ricerca sui biomarcatori dei pazienti affetti da glioblastoma, il tumore primario del cervello più aggressivo negli adulti, cui lavorano il Dipartimento di Oncologia dell’Università di Oxford e il nuovo dipartimento di Scienze computazionali dell’Università Bocconi di Milano, insieme all’Azienda ospedaliero.universitaria pisana e alla Fondazione pisana per la scienza.

I risultati ottenuti finora hanno consentito infatti al gruppo di ricerca di partecipare al Bando 2022 della Fondazione Giovanni Celeghin onlus con il progetto dal titolo: “Impatto dei marcatori circolanti nei pazienti affetti da glioblastoma” e di aggiudicarsi il terzo finanziamento messo a disposizione dall’ente benefico padovano che sovvenziona la ricerca sui tumori cerebrali, pari in questo caso a 92mila euro. L’assegno simbolico è stato consegnato ufficialmente a Pisa, nel Cortile degli Spedalinghi dell’Ospedale Santa Chiara in occasione dell’arrivo in città della terza tappa della maratona ciclistica che ogni anno la Fondazione Giovanni Celeghin Onlus organizza a scopo benefico, per raccogliere fondi per la ricerca sui tumori cerebrali e che è partita il 30 maggio da Torino per fare tappa a Savona, La Spezia, Pisa, San Marino, Modena, con traguardo finale il 4 giugno a Padova.
Il progetto finanziato dalla Fondazione durerà due anni ed è coordinato dalla professoressa Francesca Buffa – ordinario al Dipartimento di Scienze computazionali della Bocconi nonché direttore del Laboratorio di Biologia computazionale e genomica integrativa del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Oxford – insieme a Francesco Pasqualetti, medico specialista dell’Unità operativa di Radioterapia dell’Aoup che, a Oxford, grazie a un progetto cofinanziato dalle Azioni Marie Skłodowska-Curie e dalla Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, collabora con il gruppo di studio anglo-italiano nello sviluppo di nuovi approcci farmacologici contro il glioblastoma.
Per Pisa figurano nel network l’Aoup, con la Radioterapia universitaria e l’Unità operativa Biobanche, e la Fondazione pisana per la scienza.
Il glioblastoma è il tumore cerebrale primario più aggressivo negli adulti, associato a una prognosi infausta. Anche se negli ultimi anni sono stati proposti diversi trattamenti sperimentali, la radio-chemioterapia con temozolomide rappresenta ancora lo standard di cura dal 2005. Uno dei principali freni allo sviluppo di nuove terapie è rappresentato dalla scarsità di biomarcatori essenziali per guidare lo sviluppo di nuovi farmaci in grado di potenziare l’effetto delle radiazioni ionizzanti e bloccare la progressione tumorale. Alla base di questa lacuna un ruolo importante è rivestito dal fatto che l’analisi del tessuto tumorale prelevato dopo un intervento chirurgico ha troppe limitazioni per pianificare studi traslazionali utili ad ampliare l’armamentario terapeutico contro il glioblastoma.
Lo studio di biomarcatori circolanti, presenti nel sangue di ogni paziente affetto da glioblastoma, potrebbe consentire di superare i limiti legati all’utilizzo del tessuto tumorale e sviluppare tutta una serie di nuovi marcatori prognostici e predittivi di risposta.
Questo studio ha l’obiettivo di proporre e valutare approcci sperimentali e computazionali innovativi nello studio dei pazienti affetti di glioblastoma. Attraverso una collaborazione con diversi centri di ricerca italiani, coordinati dal dottor Pasqualetti e con la Fondazione pisana per la scienza, in particolare la dottoressa Mazzanti, si potranno isolare delle microvescicole circolanti, chiamati esosomi, in pazienti affetti da glioblastoma. All’interno degli esosomi sono contenute numerose molecole di Rna, diverse a seconda dell’aggressività e delle caratteristiche biologiche del tumore che le ha prodotte. Grazie all’esperienza nelle scienze computazionali, nella genomica e nella trascrittomica dei gruppi di ricerca della professoressa Buffa, sarà possibile studiare i meccanismi alla base della resistenza alle terapie valutando l’associazione tra la composizione degli Rna esosomiali e quelli tumorali. Sarà possibile stratificare i pazienti studiati e gettare le basi per muoversi verso terapie individualizzate.
Grazie ai dati generati, il proseguimento di questo progetto sarà di disegnare per la prima volta studi di terapia personalizzata in pazienti affetti da glioblastoma. Una volta in grado di poter determinare per ogni paziente i meccanismi di resistenza ai trattamenti radio-chemioterapici, si potranno studiare delle molecole in grado di inibirli.

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