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Dall’Osservatorio Nazionale sulla salute nelle regioni italiane all’Osservatorio Nazionale sulla salute come bene comune

È stato presentato a Roma, giovedì 19 dicembre, presso il Centro Studi Americani, il Rapporto Osservasalute sullo stato di salute e qualità dell’assistenza nelle regioni italiane e la trasformazione dell’Osservatorio Nazionale per la Salute nelle regioni italiane in Osservatorio Nazionale per la Salute come bene comune.

Il Rapporto, realizzato con il supporto e il contributo non condizionato della Fondazione MSD e Unipol, è frutto del lavoro di oltre 230 ricercatori distribuiti su tutto il territorio italiano – che operano presso Università, Agenzie regionali e provinciali di sanità, Assessorati regionali e provinciali, Aziende ospedaliere e sanitarie, ISS, CNR, Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori, Ministero della Salute, AIFA e Istat – e fornisce annualmente i risultati del check-up della devolution in sanità, corredando dati e indicatori con un’analisi critica sullo stato di salute degli italiani e sulla qualità dell’assistenza sanitaria a livello regionale.

All’evento, moderato da Fabio Mazzeo, sono intervenuti il Presidente di Osservasalute Monsignor Vincenzo Paglia, il Dott. Gianni Letta, il Direttore scientifico dell’Osservatorio Nazionale Alessandro Solipaca, il Professor Walter Ricciardi, Direttore Generale dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, il Dott. Federico Serra, Segretario Generale Osservasalute e il Dott. Ludovico Baldessin, Amministratore delegato Edra S.p.a., società partner dell’iniziativa, Americo Cicchetti, Direttore Generale della Direzione Generale della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute, Claudio Cricelli, Presidente emerito SIMG, Salvatore Geraci, Area Sanitaria Caritas Roma e già Presidente della Società italiana di Medicina delle Migrazioni e Graziano Onder, Research Director European Geriatric Medicine Society.

“Penso che sia il momento perché tutti prendiamo consapevolezza che la salute è un bene comune di tutti. Il COVID ci ha mostrato che siamo tutti interconnessi. La conseguenza immediata da trarre è che la salute è un bene di tutti o rischia di essere di nessuno – sostiene Monsignor Vincenzo Paglia, Presidente Osservasalute – Non possiamo salvarci da soli, è indispensabile che sorga un movimento culturale, sanitario, persino giuridico, che dia la dimensione di bene comune alla salute, che è la condizione nella quale tutti dobbiamo vivere. C’è una dimensione di fragilità che ci accomuna, siamo tutti fragili e, per questo, abbiamo bisogno di una salute che sia davvero patrimonio comune anche per prenderci cura gli uni degli altri. È un diritto la salute come bene comune ma, a mio parere, anche un dovere”.

“Per quanto concerne la sanità, il crescente divario nell’accesso alle cure, le disuguaglianze socioeconomiche e l’impatto di crisi globali, come le pandemie e il cambiamento climatico stanno mettendo a dura prova la sostenibilità del nostro Servizio Sanitario Nazionale e compromettendo la più grande opera pubblica del Paese dal secondo dopoguerra – sostiene il Professor Walter Ricciardi, Direttore Generale Osservasalute – Per questo, dopo 22 anni di lavoro, l’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane si trasforma in Osservatorio Nazionale per la Salute come bene comune, perché definire la salute come un bene comune significa riconoscere che essa è parte integrante della dignità umana, un pilastro della giustizia sociale e un investimento nel futuro delle nostre comunità.”

L’attività del nuovo Osservatorio, in collaborazione con Edra S.p.A., sarà caratterizzata dalla discussione e dall’approfondimento di temi strategici sulla salute, nonché dallo scambio di conoscenze, informazioni, dati e valori. Si concentrerà sui problemi e le sfide più attuali di politica, dell’economia, della cultura e della società sui temi della salute e il benessere, con un’attenzione particolare alla visione globale, nazionale, regionale e locale.

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