Da un derivato della vitamina A una speranza di cura per un tumore cerebrale pediatrico

La fenretinide, un derivato dellavitamina A, potrebbe diventare la base per un nuovo trattamento in grado di curare un tumore cerebrale pediatrico noto come glioma diffuso della linea mediana. A sostenerlo è un gruppo di ricerca internazionale che ha coinvolto due studiose dell’Università di Bologna: Isabella Orienti e Giovanna Farruggia del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie.

Il gruppo di ricerca dell’Alma Mater, in particolare, ha messo a punto una nuova formulazione della fenretinide, chiamata NanoFenretinide che, somministrata in topi con tumori DMG umani, ha dimostrato una significativa efficacia antitumorale, in assenza di effetti collaterali.

“La NanoFenretinide, formata da nanoaggregati di fenretinide e fosfolipidi, rende il farmaco adatto ad essere somministrato per via intravenosa”, spiega Isabella Orienti. “Questo aumenta la sua capacità di raggiungere e penetrare i tessuti dell’organismo, compresi i tessuti cerebrali, e ne aumenta l’efficacia antitumorale”.

Il glioma diffuso della linea mediana èun tumore cerebrale che colpisce soprattutto i bambini, principalmente tra i 5 e i 10 anni di età. Al momento, la radioterapia è l’unico trattamento che si è dimostrato in grado di rallentare lo sviluppo della malattia. Nonostante questo, però, la sopravvivenza media resta bassissima, tra i 9 e il 12 mesi.

Per individuare nuove soluzioni terapeutiche, gli studiosi hanno realizzato uno screening su 3.570 farmaci già in uso per altre patologie: l’obiettivo era trovare principi attivi in grado di contrastare il glioma diffuso della linea mediana, tra quelli già esistenti e approvati, riducendo così i tempi di sviluppo di una nuova terapia.

L’analisi ha messo in luce sei molecole che hanno dato risposte promettenti su colture cellulari in vitro, ma di queste solo una si è rivelata efficace anche in vivo su modelli animali: la fenretinide.

“Somministrata in topi con glioma della linea mediana, la NanoFenretinide si è rivelata efficace nel combattere la malattia e non sono stati riscontrati effetti collaterali significativi”, conferma Giovanna Farruggia. “Questi risultati fanno sperare che la NanoFenretinide possa entrare al più presto in sperimentazione clinica per dare speranza di guarigione ai piccoli pazienti affetti da DMG e altri tumori cerebrali”.

Gli studiosi sottolineano inoltre che, alla luce dei dati raccolti, la NanoFenretinide potrebbe rivelarsi efficace anche per combattere altri tipi di tumore, quali neuroblastoma, alcune forme di leucemie, il melanoma e alcuni tipi di tumore al colon, al polmone o alla mammella.

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