Bayer lancia EMO+

Bayer lancia EMO+, un piano potenziato di servizi a domicilio per fornire al paziente con Emofilia A vicinanza, cura e assistenza, al fianco di familiari e ai Centri Emofilia di riferimento.

Emo+ si inserisce nei Patient Support Program, percorsi di assistenza personalizzati e incentrati sul paziente nati in considerazione del fatto che l’inefficacia di alcune terapie prescritte dai medici non dipenda dalla terapia in sé bensì dall’approccio del paziente. I dati sono eloquenti, tra cui quello che segnala come il 50% degli individui con malattie croniche non riesce ad aderire correttamente alla terapia prescritta dal medico: un comportamento che rappresenta un fattore di rischio per il paziente, riduce i benefici di prevenzione e di cura e alimenta spreco di risorse pubbliche.

“Nel paziente con emofilia A – afferma Francesca Russo, Country Medical Director di Bayer Italia – la personalizzazione della cura consente una maggiore aderenza alla terapia e la sua conseguente maggior efficacia. EMO+ rappresenta una scelta concreta di servizi che permettono ai pazienti di affrontare il proprio percorso terapeutico con più libertà e raggiungere così una migliore qualità di vita”.

In questo contesto, Bayer pone i pazienti al centro rispondendo concretamente alle loro necessità: EMO+ garantisce a titolo gratuito ai pazienti di tutte le età in trattamento con i farmaci Bayer, la continuità assistenziale a domicilio necessaria, rendendo disponibili i servizi su tutto il territorio nazionale.

L‘attivazione dei servizi EMO+ si inserisce nel percorso terapeutico del paziente stabilito dal clinico di riferimento: dal supporto infiermieristico a quello fisioterapico, fino alla possibilità di eseguire i prelievi domiciliari per la curva di farmacocinetica e la consegna del farmaco a domicilio. Il nuovo programma si avvale inoltre del monitoraggio ecografico delle articolazioni a domicilio del paziente, come soluzione integrata del percorso di cura personalizzato.

“EMO+ consente pertanto di migliorare tutte le fasi del percorso terapeutico, riducendo gli accessi agli ospedali e minimizzando lo spostamento dei pazienti verso i Centri di Emofilia. Tutto questo con un impatto decisamente positivo non solo sul paziente, ma anche in termini di supporto a medici e operatori sanitari nell’erogazione delle cure e nel monitoraggio delle condizioni cliniche del paziente” conclude Francesca Russo.

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