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NAO è un social robot. È di forma umanoide e può ricevere una rapida sequenza di input per svolgere una serie di compiti verbali e motori. È in grado di muoversi, ma anche di imitare le azioni compiute da chi gli sta di fronte, rilevate grazie a un sensore di movimento.
Grazie alla proficua collaborazione tra il Centro IRCCS “Don Gnocchi” di Milano e il Politecnico il social robot NAO è stato sviluppato e testato nel contesto di sessioni di terapia con bambini in età prescolare affetti da Disturbo dello Spettro Autistico.

«Lo sviluppo di applicazioni robotiche negli ultimi anni ha riguardato anche lo studio di tecnologie utilizzabili con i bambini con autismo – spiega la dottoressa Silvia Annunziata – e alcuni studi hanno evidenziato interessanti potenzialità nell’utilizzo di robot umanoidi nelle sessioni di terapia per promuovere l’interesse e la motivazione dei piccoli pazienti. L’imitazione dei gesti del bambino e del terapista da parte del robot crea infatti circoli comunicativi all’interno dei quali inserire la possibilità di apprendimento di gesti comunicativi in situazioni di vita quotidiana».
NAO è capace di una serie di movimenti grazie alla presenza di giunture articolari che permettono il compimento di azioni come la flessione e l’estensione delle braccia e delle gambe. Può riprodurre alcune semplici espressioni corporee, simili a quelle umane, ed è provvisto di led e altoparlanti per trasmettere segnali audio e video, consentendo una maggiore interazione con le persone.

«Le difficoltà provocate dai Disturbi dello Spettro Autistico tendono a creare un circolo vizioso che limita le possibilità di apprendimento del bambino – prosegue la dottoressa Annunziata -: un ridotto interesse per i volti e le persone si traduce in una minor possibilità di apprendimento e di imitazione, che influisce sullo sviluppo e sull’acquisizione delle competenze psicomotorie. Per questo sono fondamentali interventi precoci che mirino a promuovere lo sviluppo dei bambini in tutti gli ambiti, specie in età prescolare, così da migliorare le loro capacità comunicative e le competenze sociali».

I Disturbi dello Spettro Autistico sono caratterizzati da una compromissione delle relazioni sociali, della comunicazione e dalla presenza di interessi ristretti. Sono una condizione di riscontro frequente in età evolutiva, con un’incidenza stimata negli Stati Uniti di un minore su 54 nei bambini di 8 anni.
Gli studi rivelano che i bambini con Disturbo dello Spettro Autistico mostrano un ritardo non solo nell’acquisizione del linguaggio, ma anche dei gesti comunicativi, se confrontati con bambini di pari età sia con sviluppo tipico che con ritardo dello sviluppo.
Ritardi e compromissioni che il lavoro dei ricercatori e il supporto delle nuove tecnologie puntano a ridurre sempre più.

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