HomeNewsARSACS: nuovi passi...

ARSACS: nuovi passi per studiare la progressione della malattia

L’atassia spastica autosomica recessiva di Charlevoix-Saguenay è una malattia genetica neurodegenerativa molto rara, largamente prevalente in Canada, ma presente in tutto il mondo. In Italia si contano circa 50 casi, ma questa stima potrebbe essere in difetto.

La malattia è causata da una mutazione nel gene che codifica la sacsina, una proteina strutturale particolarmente abbondante nelle cellule di Purkinje del cervelletto, la regione del sistema nervoso che coordina il movimento.

La variabilità dei sintomi e dell’età in cui la ARSACS si manifesta nei pazienti rende molto difficile predirne l’andamento nel tempo, anche a causa della mancanza di specifici biomarker longitudinali che caratterizzano l’evoluzione temporale della malattia.

Individuare le caratteristiche biologiche che accompagnano il decorso temporale di ARSACS è, però, indispensabile per monitorare l’efficacia di futuri trattamenti clinici e, possibilmente, adeguarli alle varie fasi della malattia, per garantire il benessere dei pazienti che ne sono affetti.

Il gruppo della dottoressa Francesca Maltecca, a capo dell’Unità Disfunzioni Mitocondriali in Neurodegenerazione presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele e Università Vita-Salute San Raffaele, ha recentemente pubblicato uno studio sulla rivista “Annals of Neurology” che descrive la progressione di ARSACS in un modello murino della malattia. I risultati raccolti sono importanti per: indirizzare gli studi clinici in corso; sviluppare nuove terapie personalizzate sul paziente.

Nello studio sono state impiegate le tecniche non invasive di: Tomografia Ottica a Radiazione Coerente, per valutare le caratteristiche morfologiche della retina; Risonanza Magnetica Cerebrale, per monitorare le alterazioni del cervello nel modello preclinico della malattia nel tempo.

Tecniche di elettrofisiologia e valutazioni di attività motoria sono state, inoltre, impiegate per testare la funzionalità visiva e l’atassia spastica del modello murino.

I ricercatori hanno così osservato che l’ispessimento dello strato di fibre nervose della retina, una caratteristica peculiare dei pazienti ARSACS attualmente usata per la diagnosi differenziale la cui evoluzione è però ignota, sembra essere un biomarker precoce della malattia nel modello preclinico studiato.

Al contrario, le alterazioni del corpo calloso sembrano comparire nelle fasi avanzate di ARSACS, insieme alle alterazioni della funzionalità elettrica dei neuroni visivi. Queste caratteristiche si accompagnano, inoltre, a un generale e progressivo peggioramento della performance motoria nel tempo.

“Questi biomarker della malattia che abbiamo identificato nel modello preclinico di ARSACS forniscono indicazioni importanti per la clinica, dato che a oggi non sono stati riportati studi longitudinali sui pazienti che includano queste tecniche non invasive. Essi rappresentano un importante punto di partenza per seguire la progressione temporale della malattia e valutare l’efficacia del suo trattamento sulla base del decorso clinico”, commenta la dottoressa Maltecca.

L’IRCCS Ospedale San Raffaele insieme all’IRCCS Stella Maris di Pisa sta, infatti, conducendo uno studio di storia naturale della malattia nei pazienti ARSACS supportato dal Ministero della Salute, per tracciare meglio la progressione della malattia in previsione di futuri trial clinici.

Rimani aggiornato ad ogni nuova notizia

Continue reading

Aperti a Lanciano i nuovi reparti Utic e Cardiologia

Sono bastati solo otto mesi per concretizzare l’impegno assunto da Mauro Palmieri alla sua prima visita all’ospedale di Lanciano nel ruolo di neo direttore generale della Asl: restituire decoro, subito, a Cardiologia, sacrificata in spazi inadeguati, e Utic, accorpata...

Al CAPiR di Catania arriva l’acceleratore Flash per la ricerca oncologica

L’Università degli Studi di Catania e i Laboratori Nazionali del Sud dell’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare annunciano il completamento dell’installazione e del collaudo di un acceleratore lineare per Electron FLASH Therapy presso il Center for Advanced Preclinical in...

Lo studio di fase III su Survodutide mostra una riduzione mirata del grasso viscerale e del grasso epatico

Boehringer Ingelheim ha annunciato risultati positivi provenienti da due studi globali di Fase III sul proprio agonista duale glucagone/GLP-1 survodutide: SYNCHRONIZE-1 e SYNCHRONIZE-MASLD. I risultati dimostrano il potenziale di survodutide nel favorire la perdita di peso e, di conseguenza,...