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“I pazienti in terapia sostitutiva con l’ormone della tiroide (levotiroxina) sono circa il 3% della popolazione-così introduce Enrico Papini, Direttore UOC Endocrinologia e Malattie Metaboliche, Ospedale Regina Apostolorum di Albano Laziale e direttore scientifico del convegno di Ariccia- l’età media dei pazienti è di circa 40 anni, quindi con un trattamento prescritto che condizionerà il loro benessere, mediamente, per quasi 40 anni. Gli ormoni che determinano il buon funzionamento della tiroide sono la T3 (triiodiotironina) e la T4 (tetraiodiotironina). Le linee guida per il trattamento dell’ipotiroidismo prevedono di norma l’utilizzo del solo ormone LT4 in quanto capace di convertirsi, in parte, in T3 a livello dei tessuti. Tuttavia, nella pratica clinica, alcuni pazienti lamentano, durante il trattamento con sola LT4, sintomi ascrivibili all’ipotiroidismo come depressione, cambiamenti dell’umore, stanchezza, pur in presenza di valori del TSH nella norma e che in teoria non dovrebbero accusare. Queste problematiche risultano più frequenti in pazienti che hanno subito l’asportazione completa della tiroide. Per queste persone, una volta escluse altre cause determinanti il loro malessere, potrebbe prospettarsi in un futuro una novità. In questi casi, infatti, si è osservato che l’aggiunta di una dose minima di T3 può portare al ristabilirsi del benessere nel paziente. Gli esperti, nazionali e internazionali, si stanno interrogando con molta prudenza perché  le evidenze sul trattamento combinato, non sono a oggi  conclusive, non essendoci attualmente studi sufficienti per confermare gli effetti benefici della T3 per i pazienti ipotiroidei. Occorrerá organizzare studi multicentrici seguendo e controllando un grande numero di pazienti, per chiarire l’effettiva efficacia della terapia combinata T4/ T3 e per definire se questa porterebbe a un effettivo miglioramento, ha precisato Papini.  Questo ed altri argomenti saranno approfonditi nel workshop “3^ Thyroid UpToDate 2015 – Linee Guida vs Pratica Clinica: consensi e controversie” promosso da AME, Associazione Medici Endocrinologi, e dall’Ospedale Regina Apostolorum di Albano Laziale, con il contributo incondizionato di IBSA Farmaceutici, che si terrà ad Ariccia il prossimo 18 e il 19 settembre. Interverranno al convegno numerosi esperti italiani e internazionali. “La levotiroxina-precisa Salvatore Maria Corsello, Professore di endocrinologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma- è uno dei farmaci più somministrati al mondo e consente una terapia semplice se effettuata in mani esperte, perché prevede la personalizzazione dei dosaggi. Per il dosaggio devono essere valutati fattori come età, sesso, quantità di massa magra, condizioni come gravidanza, assunzionie di altri farmaci assunti, cibi abituali  e intolleranze alimentari, tutti elementi che possono interferire con il suo assorbimento. Alcuni recenti contributi in ambito  farmacologico permettono ora di far ricorso a nuove soluzioni terapeutiche, come l’impiego dell’ormone tiroideo in soluzione liquida o in capsule molli, per garantire un miglior assorbimento del principio attivo e una maggiore  aderenza del paziente alla terapia, che è resa più semplice dalle modalitá di assunzione”.

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