Al San Donato di Arezzo arriva la videocapsula endoscopica

wirelessendoscopyNuove possibilità diagnostiche in arrivo nella U.O. di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva del San Donato di Arezzo. Conclusa la fase di sperimentazione avviata nel mese di giugno, è stato definitivamente adottato un nuovo dispositivo diagnostico endoscopico, la "Videocapsula Endoscopica".

"E’ una apparecchiatura affascinante – ci dice il direttore della U.O. di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, Fabrizio Magnolfi – perché consente di fare un viaggio nell’intestino di un paziente e vedere, in tempo reale, le immagini di tutto il percorso. E’ una procedura diagnostica di facile applicazione, scarsamente invasiva, che permette al paziente di mantenere le sue normali attività durante l’esecuzione dell’esame. Dal punto di vista pratico, si tratta di un dispositivo ingeribile, a forma di capsula, grande come un comune antibiotico (misura 11x 26 mm e pesa meno di 4 g). E’ monouso e contiene una microcamera dotata di sorgente luminosa, batterie, antenna e trasmettitore radio. E’ in grado di trasmettere circa 50.000 immagini, per un periodo di tempo di circa 8 ore, ad un dispositivo di registrazione dati inserito nella cintura indossata dal paziente. Questa attrezzatura viene poi rimossa al termine dell’esame, mentre i dati vengono scaricati in un computer in grado di elaborare un filmato, sulla base del quale verrà poi stilato il referto dell’esame".

Addio a gastroscopie e colonscopie allora? "Assolutamente no – dice Magnolfi. La videocapsula, al momento e per più ragioni, non sostituisce gli esami tradizionali. Innanzitutto, è stata realizzata per lo studio dell’intestino tenue (o piccolo intestino), ossia quel tratto del canale alimentare (compreso tra duodeno e colon) difficilmente esplorabile con gli endoscopi tradizionali. Questa tecnologia, quindi, trova esplicita indicazione nel sospetto di malattie (emorragiche, infiammatorie, ecc.) di tale distretto intestinale. In secondo luogo, la Videocapsula ha un valore esclusivamente diagnostico, in quanto non consente l’esecuzione di prelievi bioptici. In ultima analisi i costi: a parte quelli relativi al software, ogni videocapsula costa attorno ai 500 euro ed essendo monouso, è evidente che se ne suggerisca un uso oculato. E’ anche per questi motivi, conclude Magnolfi, che l’esame viene eseguito esclusivamente su prescrizione di un medico specialista tenendo conto di precise indicazioni.

Il paziente, a digiuno da almeno 6 ore, deglutisce la capsula aiutato da un sorso d’acqua. In vita gli viene applicata una cintura che contiene il rilevatore di segnale e il registratore di immagini. Può, quindi, uscire dall’ambulatorio e tornare a casa o al lavoro senza pensare all’esame che sta facendo. Già dopo 3-4 ore può riprendere a mangiare. Passate otto ore dall’ingestione della capsula (è questo il tempo di durata delle batterie), viene prelevato il supporto elettronico, su cui sono state registrate le immagini, che sarà poi letto tramite un software in grado di concentrare in soli 60 minuti le 8 ore di registrazione. La capsula, invece, verrà espulsa senza disturbi per via naturale.

La capsula endoscopica – nota anche con il nome di wireless endoscopy o capsula enteroscopica – è stata ideata nel 1981 da un ingegnere israeliano, Gavriel Iddan. Dal 2001 è stata approvata dalla Food and drug Administration (FDA) e il suo impiego si sta ampiamente diffondendo. Dal 2003 ne è stato approvato l’uso anche nei bambini di età superiore ai 10 anni.

Rimani aggiornato ad ogni nuova notizia

Continue reading

Sindrome di von Hippel-Lindau: arriva la prima opzione terapeutica sistemica

MSD annuncia che l’Agenzia Italiana del Farmaco ha approvato la rimborsabilità di belzutifan per il trattamento di pazienti adulti affetti dalla malattia di von Hippel-Lindau che hanno sviluppato carcinoma a cellule renali localizzato, emangioblastomi del sistema nervoso centrale o...

Isatuximab sottocutaneo di Sanofi approvato nell’UE come primo trattamento antitumorale somministrabile tramite iniettore indossabile

La Commissione Europea ha approvato isatuximab sottocutaneo in combinazione con regimi standard di cura per il trattamento di pazienti con mieloma multiplo in tutte le indicazioni esistenti di isatuximab per la formulazione endovenosa. Isatuximab è la prima terapia antitumorale...

A Torino il Congresso Nazionale dei Tecnici della Riabilitazione Psichiatrica

Si è svolto a Torino il 2° congresso nazionale dei Tecnici della riabilitazione psichiatrica . Dal titolo “Transizioni e innovazioni in salute mentale”, l’evento, che si è svolto gli scorsi 5 e 6 giugno, è nato dalla sinergia tra...