Al Poma di Mantova il primo pacemaker che si controlla col telefonino

La Cardiologia di Mantova ha iniziato a utilizzare il primo pacemaker disponibile sul mercato che è possibile controllare con connessione Bluetooth, direttamente con uno smartphone, oltre che con le normali apparecchiature di monitoraggio specifiche. Mantova è il primo centro in Lombardia e tra i pochi in Italia ad aver a disposizione questa nuova tecnologia.
“La possibilità di poter controllare questi dispositivi anche in assenza di strumenti di monitoraggio ad hoc migliora notevolmente la sicurezza del paziente, specie se in condizioni di emergenza-urgenza – spiega il cardiologo del Carlo Poma Daniele Nicolis che ha eseguito il primo impianto – “in quanto in questi casi il controllo del pacemaker potrà essere effettuato direttamente senza dover necessariamente spostare il paziente o in alternativa tutta la strumentazione necessaria con dispendio di tempo prezioso. Per il resto, l’intervento di impianto del pacemaker in sé rimane invariato e consiste nel posizionamento attraverso una vena centrale di cateteri nelle cavità cardiache collegati a un generatore posizionato sottocute generalmente poco sotto la clavicola. Il valore aggiunto di questo dispositivo – conclude lo specialista – è rappresentato, quindi, dalla possibilità di controllare il pacemaker direttamente con una applicazione dello smartphone invece che con il tradizionale computer programmatore dedicato”.
L’ASST di Mantova, del resto, ha investivo molto nel campo delle aritmie, grazie all’impulso di Albino Reggiani, direttore facente funzione della Cardiologia di Mantova, e Mario Pasqualini, direttore facente funzione della Cardiologia di Pieve di Coriano e dai loro collaboratori, i cardiologi Patrizia Pepi e Daniele Nicolis. Inoltre, proprio in quest’ottica di innovazione, viene proposta per il secondo anno consecutivo la Giornata aritmologica virgiliana, ossia la convention sulle aritmie che si terrà il 2 marzo alla Fondazione Università di Mantova e che riunirà i maggiori esperti aritmologi da tutto il nord Italia per comparare i risultati di studi, ricerche ed esperienze sul campo.
Anche quest’anno le malattie elettriche del cuore saranno il filo conduttore del congresso, non solo dal punto di vista delle novità terapeutiche del settore, ma anche da quello della gestione polispecialistica e di medicina del territorio e sportiva. L’argomento peraltro è di scottante attualità in medicina perché queste patologie sono in costante aumento e la discussione di casi clinici consentirà di migliorare la risposta dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale ai bisogni della popolazione mantovana. Per capire l’importanza della patologia basti pensare che solo una di queste aritmie, la fibrillazione atriale, interessa circa 500mila pazienti in Italia e 60mila nuovi casi ogni anno e può essere frequentemente la causa primaria dell’ictus.

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