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Al Policlinico Gemelli arriva la tecnologia di imaging intraoperatorio in ginecologia oncologica Van Gogh

Il Policlinico Gemelli conquista un nuovo primato internazionale, inaugurando una nuova frontiera nel trattamento dei tumori ginecologici. È infatti il primo centro al mondo ad adottare il sistema Van Gogh in ginecologia oncologica, una tecnologia all’avanguardia che permette di analizzare i tessuti tumorali in tempo reale, direttamente in sala operatoria.

Il sistema Van Gogh rappresenta un importante passo avanti verso la cosiddetta chirurgia guidata dalle immagini. Grazie a tecnologie avanzate di imaging ottico, è in grado di studiare l’attività metabolica delle cellule su campioni di tessuto appena prelevati, senza doverli allestire su un vetrino da analizzare al microscopio. Con Van Gogh™ in pochi minuti viene generata una mappa visiva che segnala le aree potenzialmente tumorali, lasciando il campione completamente integro per le successive analisi istologiche e genetiche.

“Per la ginecologia oncologica, le ricadute cliniche sono immediate e di grande impatto – spiega la professoressa Anna Fagotti, Ordinaria di Ginecologia e Ostetricia all’Università Cattolica e Direttrice della Ginecologia Oncologica della Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS. Durante l’intervento chirurgico, il sistema consente di valutare la presenza di cellule tumorali, lo stato dei margini di resezione e l’eventuale malattia residua, offrendo al chirurgo un supporto decisionale rapido e oggettivo. Questo significa poter adottare un approccio più personalizzato, conservativo quando possibile o più radicale, quando necessario, riducendo il rischio di nuovi interventi e aumentando la sicurezza per le pazienti. In particolare, Van Gogh potrà aiutare i medici nelle decisioni intra-operatorie, ad esempio nel valutare se procedere con un intervento conservativo nelle pazienti in età fertile, favorendo scelte terapeutiche più mirate e personalizzate”.

La nuova tecnologia sarà utilizzata nell’ambito dello studio PROVE, coordinato dalla Professoressa Stefania Boccia, Ordinario di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica e Direttore del Dipartimento di Scienze della Vita e Sanità Pubblica della Facoltà di Medicina dell’UCSC dedicato alla valutazione del rischio individuale di carcinoma ovarico attraverso strumenti genetici innovativi.

“L’acquisto del sistema è stato reso possibile grazie ai fondi resi all’Università Cattolica del progetto DARE – Digital Lifelong Prevention, che mira a valorizzare le tecnologie digitali per migliorare la prevenzione e la promozione della salute, lungo tutto l’arco della vita – ricorda la professoressa Boccia, coordinatrice delle attività dello Spoke 1 del DARE-. Un investimento che conferma l’attenzione del Policlinico Gemelli verso l’innovazione e la medicina di precisione”.

“Questo risultato – ricorda la professoressa Fagotti – nasce anche da una consolidata collaborazione scientifica internazionale tra la nostra Unità di Ginecologia Oncologica e l’IRCAD, l’Istituto di Image-Guided Surgery e l’Università di Strasburgo. “Si tratta di una collaborazione scientifica di altissimo livello che consente un continuo scambio di competenze e innovazione” – sottolinea il professor Denis Querleu, visiting professor presso il Policlinico Gemelli.

“L’introduzione del sistema Van Gogh™ rappresenta un passaggio decisivo verso una vera chirurgia di precisione, guidata dalle immagini, dove imaging intraoperatorio, analisi digitale dei tessuti e intelligenza artificiale lavorano in piena sinergia per fornire informazioni standardizzate e in tempo reale” – conclude il dottor Matteo Pavone dell’Unità di Ginecologia Oncologica e visiting researcher presso l’Università di Strasburgo.

Con l’introduzione del sistema Van Gogh™, il Policlinico Gemelli rafforza ulteriormente la propria posizione tra i centri di eccellenza internazionali nella chirurgia oncologica ad alta tecnologia, mettendo l’innovazione al servizio di cure sempre più efficaci, sicure e personalizzate.

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