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Il modello Nutripiatto migliora l’alimentazione tra i 6 e i 10 anni

Un gruppo di ricercatori del dipartimento di Scienze e Bio-Tecnologie dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, ha appena pubblicato su “Scientific Reports” un’analisi comparativa che mette in luce l’efficacia di utilizzare Nutripiatto, tool di educazione alimentare semplice e intuitivo sviluppato da Nestlé con la supervisione scientifica della SIPPS e dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, per coinvolgere i bambini dai quattro ai dodici anni nella preparazione dei loro pasti, per promuovere una maggiore consapevolezza delle porzioni, favorendo abitudini alimentari  più equilibrate fin dall’infanzia.
Nutripiatto, uno strumento educativo basato sulla dieta mediterranea che combina un piatto colorato e una guida alle ricette, è stato valutato su scala nazionale coinvolgendo circa 800 bambini di età compresa tra 6 e 10 anni, coinvolgendo tre regioni italiane: Piemonte, Lazio e Sicilia. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi suddivisi per età: A e B e le abitudini alimentari sono state valutate al baseline e dopo 2 mesi. Tra i due tempi, i bambini hanno utilizzato Nutripiatto a domicilio e hanno partecipato a incontri di educazione alimentare calibrati per età, supportati dall’utilizzo di guide didattiche nella preparazione dei pasti principali.
In entrambi i gruppi e in tutte e tre le regioni, la cena è il pasto “sempre” consumato a casa, con le percentuali più alte in Sicilia, seguite da Lazio e Piemonte , con differenze minime tra quest’ultime due regioni. La colazione è consumata più frequentemente in famiglia in Piemonte rispetto a Lazio e Sicilia. Il pranzo è il pasto meno spesso consumato a casa in Lazio e Piemonte, dove molti bambini pranzano alla mensa scolastica, mentre in Sicilia la maggioranza lo fa sempre a casa.
Per quanto riguarda l’attività fisica, la maggior parte dei bambini pratica sport in tutte le regioni. Nel Gruppo A, il Piemonte registra la percentuale più alta di bambini che fanno sport, seguito dalla Sicilia, mentre il Lazio ha il valore più basso. Nel Gruppo B, il Lazio guida con l’86% di bambini coinvolti nello sport, seguito dal Piemonte, con la Sicilia fanalino di coda.
Dopo due mesi di utilizzo, i bambini hanno mostrato una migliore comprensione delle quantità adeguate degli alimenti e delle corrette frequenze di consumo, apprezzando anche l’efficacia di  Nutripiatto come guida visiva.
Pur trattandosi di un’analisi limitata nel tempo e basata sulle osservazioni dei caregiver, Nutripiatto si è rivelato altrettanto efficace nelle tre regioni, poiché genitori e caregiver hanno riportato miglioramenti negli stili di vita dei bambini.
Nel Gruppo A, il consumo di cereali integrali è aumentato nel 61% dei bambini in Piemonte, 25% nel Lazio e 21% in Sicilia, mentre nel Gruppo B le percentuali sono state del 56% in Piemonte, 55% nel Lazio e 33% in Sicilia.
Si è inoltre osservata una riduzione delle porzioni di carne e pesce: nel Gruppo A, 52% in Piemonte, 30% in Sicilia e 25% nel Lazio; nel Gruppo B, 63% nel Lazio, 49% in Piemonte e 46% in Sicilia.
Anche il consumo di verdure è aumentato in modo consistente: A ha aumentato l’assunzione l’83% dei bambini in Piemonte, 61% nel Lazio e 60% in Sicilia; nel Gruppo B, 81% in Piemonte, 79% nel Lazio e 59% in Sicilia.
La maggior parte dei bambini ha incrementato anche il consumo d’acqua: 86% in Piemonte, 75% in Sicilia e 57% nel Lazio nel Gruppo A; 77% in Sicilia, 76% in Piemonte e 71% nel Lazio nel Gruppo B.
Infine, dopo l’utilizzo di Nutripiatto, è stata osservata una riduzione dei comportamenti sedentari nella maggioranza dei bambini. Nel Gruppo A, la riduzione ha riguardato l’80% dei bambini in Piemonte, il 66% in Sicilia e il 61% nel Lazio; nel Gruppo B, il 73% nel Lazio e il 66% sia in Piemonte sia in Sicilia.
“Quest’analisi preliminare mette in luce come l’educazione alimentare possa essere efficace quando riesce a parlare il linguaggio dei bambini. Attraverso un approccio visivo e concreto, il modello Nutripiatto aiuta a comprendere porzioni, frequenze di consumo e importanza di alimenti chiave come frutta, verdura e acqua.”  Commenta Manon Khazrai, Professore Associato Scienze e Tecniche Dietetiche presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma e conclude: “I risultati incoraggiano lo sviluppo di studi futuri su scala più ampia per consolidarne l’impatto”.
“Dal punto di vista nutrizionale, Nutripiatto rappresenta uno strumento efficace per tradurre le linee guida in comportamenti quotidiani. Lavorare attivamente su porzioni, varietà e frequenze di consumo permette ai bambini di costruire pasti più equilibrati in modo naturale, con maggiore consapevolezza. Questo approccio pratico favorisce cambiamenti reali e sostenibili nelle abitudini alimentari”. Aggiunge Chiara Spiezia, nutrizionista dell’Università Campus Bio-Medico di Roma.
Nutripiatto è uno strumento di educazione alimentare semplice e intuitivo pensato per coinvolgere i bambini dai quattro ai dodici anni nella preparazione dei loro pasti, insegnando sin dalla più giovane età come valutare le porzioni degli alimenti. Sviluppato da Nestlé con la supervisione scientifica della SIPPS e dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, il Nutripiatto è proprio un piatto di dimensioni naturali che mostra le proporzioni dei vari gruppi alimentari che costituiscono i pasti principali – il pranzo e la cena – e che rappresenta visivamente come devono essere suddivisi i vari gruppi alimentari in ogni pasto: la verdura e gli ortaggi dovrebbero occuparne la metà, mentre i cereali e gli alimenti proteici rispettivamente un quarto del piatto. Aggiornato e implementato nel tempo, il Nutripiatto ha richiesto un grande sforzo di creatività per tradurre contenuti scientifici complessi in un linguaggio semplice e immediato che fosse capace di parlare ai bambini e di supportare concretamente i genitori.

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