I bar diventano cardioprotetti

Lunedì 5 febbraio si terrà il lancio ufficiale del progetto “Bar Cardioprotetto”. L’iniziativa, ideata dalla società di consulenza Four, come derivazione del progetto “Sicurezza a tavola” e dedicato ai bar di tutta Italia, è lanciata in partnership con Ristopiù Lombardia, azienda che commercializza prodotti Food&Beverage per il canale HoReCa.
Per quale motivo i bar dovrebbero diventare “cardioprotetti”? Spiega Giuseppe Arditi, Presidente di Ristopiù Lombardia: “Stiamo parlando di 150mila locali, in tutta Italia, in cui ogni giorno le persone si recano per bere e mangiare. Persone che potrebbero non sentirsi bene, per le quali potrebbero essere necessari interventi repentini. Molti sono a conoscenza del problema, pochi sono quelli che si pongono in posizione proattiva. Noi desideriamo essere tra questi e promuovere, insieme a Four, un corretto atteggiamento, in modo che gli imprenditori possano dotare il proprio locale dei giusti strumenti” . Come verrà precisato in occasione dell’incontro, la presenza di un defribillatore all’interno dei bar è essenziale per salvare delle vite; è inoltre garanzia di sicurezza non solo per i tanti avventori, ma anche per tutte le persone che abitualmente lavorano e vivono attorno al luogo nel quale lo strumento è presente. Vi sono, precisa poi Mirko Damasco, anche vantaggi e benefici per gli imprenditori dei bar: “Chi si dota di un defribillatore può ottenere uno sconto sul premio INAIL, se in regola con la formazione sulla sicurezza sul lavoro, nel caso di bar di grandi dimensioni. Inoltre, Il super ammortamento, introdotto con Legge di Stabilità 2016, e riconfermato, consente alle aziende di ammortizzare il cespite al 130% del suo valore anziché al 100%. Defribillatore nuovo compreso”.
Il defibrillatore nei bar non deve essere più un optional, ma un impegno concreto: la posta in gioco è altissima, come confermano i numeri precisati sempre da Damasco: “La presenza di un defibrillatore unita a personale addestrato alle manovre di rianimazione può portare la sopravvivenza in caso di arresto cardiaco fino al 75%”. All’evento del 5 febbraio sono invitati, oltre a tutti i baristi, anche i giornalisti che vorranno approfondire il tema e porre domande ai responsabili del progetto e ai padroni di casa di Ristopiù Lombardia.

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