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Al Galeazzi-Sant’Ambrogio primo impianto in Italia della protesi Lux-Valve Plus sulla valvola tricuspide

All’IRCCS Ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio, è stato effettuato per la prima volta in Italia un intervento alla valvola tricuspide utilizzando l’innovativo dispositivo Lux-Valve Plus, una protesi valvolare che, avanzata da una vena giugulare del collo, viene posizionata nel cuore al posto della valvola nativa in maniera mininvasiva, risolvendo così il rigurgito valvolare.

La nuova valvola cardiaca Lux-Valve Plus è un dispositivo di ultima generazione, non ancora provvisto di marchio CE, atteso sul mercato europeo nel 2026.

La procedura è stata effettuata in uso compassionevole, ovvero la possibilità di utilizzare un farmaco o un dispositivo medico non ancora in commercio o non ancora autorizzato, in casi eccezionali e in assenza di valide alternative terapeutiche. In questo caso la paziente, una donna di 82 anni, aveva scarse possibilità di sopravvivenza con le terapie tradizionali.

Dopo l’autorizzazione del Ministero della Salute e grazie al supporto della Direzione Sanitaria dell’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio, è stato possibile procedere con l’intervento, reso fattibile anche dal contributo dell’azienda produttrice e in collaborazione con UniMedTec GmbH Medizintechnik.

A condurre il primo intervento il dott. Francesco Giannini, cardiologo interventista dell’Unità operativa di Cardiologia Ospedaliera dell’Ospedale, guidata dal dott. Maurizio Tespili.

L’intervento, durato un’ora e mezza in totale, è stato eseguito con la collaborazione del cardiologo interventista dott. Alfonso Ielasi, dell’ecocardiografista dott. Federico Sanguettoli, e dell’anestesista dott.ssa Nadia Barranca, ed ha permesso di risolvere l’insufficienza tricuspidale, con un risultato considerato più che soddisfacente dall’équipe medica. Dopo una degenza post-operatoria di pochi giorni, la paziente è stata dimessa e ha potuto riprendere la sua quotidianità.

Il dott. Francesco Giannini, commentando l’intervento sottolinea come “Questo nuovo dispositivo offre prospettive di intervento implementando caratteristiche di sicurezza e fattibilità in pazienti con insufficienza tricuspidale.

Tale nuova tecnologia si è rivelata sicura ed affidabile ed è concepita per ampliare i candidati all’approccio mini-invasivo di tale patologia”.

“Questo risultato – ha proseguito il dott. Maurizio Tespili, responsabile dell’Unità Operativa – rappresenta un traguardo importante non solo per il nostro Ospedale, ma anche per i pazienti che, in condizioni critiche, necessitano di soluzioni terapeutiche innovative. È la dimostrazione di come il lavoro di squadra e l’organizzazione possano aprire nuove strade nella cura delle malattie cardiache più complesse”.

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