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Protesi totale di ginocchio bilaterale in un’unica seduta

La gonartrosi bilaterale avanzata rappresenta una causa significativa di disabilità. In pazienti selezionati, la protesizzazione bilaterale simultanea può offrire vantaggi in termini di recupero funzionale e ottimizzazione del percorso terapeutico.

“Il caso clinico che presentiamo è quello di un paziente di 60 anni, affetto da gonartrosi bilaterale severa, con dolore intenso, grave limitazione funzionale e autonomia deambulatoria ridotta. A seguito del fallimento del trattamento conservativo e ritenuto il paziente in buone condizioni generali, anche se in sovrappeso, lo stesso è stato selezionato per essere sottoposto a intervento di protesi totale di ginocchio bilaterale in un’unica seduta”, spiega il Dr. Angelantonio Pascazio, Direttore della Struttura Complessa di Ortopedia e Traumatologia di Gallarate.

L’intervento consiste nell’impianto di protesi totale cementata bilaterale tramite accesso mediale parapatellare e, per controllare il sanguinamento, è stato utilizzato l’acido tranexamico. L’intervento chirurgico è durato complessivamente circa 140 minuti e il decorso post-operatorio è stato gestito secondo protocollo fast-track; inoltre, non è stata necessaria alcuna trasfusione.

“Il decorso si è dimostrato regolare, senza complicanze maggiori, con una mobilizzazione precoce entro le 24 ore e carico assistito in seconda giornata”, prosegue il Dr. Pascazio,“Dopo 7 giorni il paziente è stato trasferito in una struttura riabilitativa già in condizioni di deambulare con girello. A 2 mesi dall’intervento abbiamo osservato un ottimo recupero funzionale, con deambulazione autonoma senza ausili, articolarità soddisfacente e significativo miglioramento della qualità di vita”.

La protesi totale di ginocchio bilaterale simultanea rappresenta una procedura efficace e sicura in pazienti selezionati, consentendo un recupero rapido e una gestione complessiva efficiente del percorso terapeutico. Fondamentali risultano la selezione del paziente e l’adozione di protocolli perioperatori ottimizzati.

Solo la gestione ottimizzata del sanguinamento e del dolore, l’utilizzo di un approccio chirurgico cinematico, quindi con il rispetto dell’asse nativo, la ricerca della perfetta stabilità delle ginocchia e della perfetta tensione dei legamenti possono consentire questa opzione.

“La scelta di risolvere il problema in un’unica soluzione – che si è dimostrata vincente – è stata dettata dall’estrema sofferenza e disabilità del paziente”, conclude il Dr. Pascazio.

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