La scoperta di nuovi farmaci è un processo lungo e costoso, con limiti nei metodi tradizionali, soprattutto di fronte alla complessità delle malattie moderne. Il calcolo quantistico offre nuove opportunità, grazie alla sua capacità di elaborare calcoli molto più avanzati rispetto ai computer classici.
Il calcolo quantistico ha un grande potenziale per la medicina personalizzata, in particolare nell’analisi dei trial clinici. Il machine learning quantistico potrebbe individuare informazioni che resterebbero non individuabili con l’informatica classica e migliorare la comprensione delle risposte individuali ai trattamenti. Attualmente, anche gli approcci alla medicina personalizzata basati su intelligenza artificiale risultano limitati, poiché il calcolo classico non è in grado di cogliere appieno le complesse interazioni presenti nei dati clinici dei pazienti.
Il calcolo quantistico mostra un notevole potenziale nella scoperta di farmaci, grazie alla sua capacità di simulare con estrema precisione i processi molecolari. Questi rappresentano una sfida per i computer classici, poiché la complessità delle interazioni subatomiche cresce in modo esponenziale. Per questo, si ricorre spesso ad approssimazioni che ne limitano l’accuratezza. Al contrario, i sistemi quantistici possono modellare il comportamento degli elettroni e delle molecole a livello quantistico, offrendo una visione più dettagliata delle interazioni tra farmaci e organismi biologici. Questo potrebbe portare alla progettazione di farmaci più efficaci e alla scoperta di trattamenti oggi fuori dalla portata delle tecnologie computazionali tradizionali. Secondo McKinsey & Co., le aziende farmaceutiche stanno già iniziando a utilizzare il calcolo quantistico per migliorare ricerca e sviluppo, velocizzando l’analisi di grandi librerie di composti chimici.
Il ripiegamento delle proteine è una delle sfide più complesse in biologia e medicina. Un ripiegamento errato può causare patologie gravi, come la fibrosi cistica e la sclerosi laterale amiotrofica, rendendo queste proteine obiettivi ideali per le simulazioni quantistiche nel processo di sviluppo di nuovi farmaci. I computer classici incontrano difficoltà a gestire la complessità di queste simulazioni, ma gli algoritmi quantistici potrebbero offrire una soluzione. Secondo l’Imperial College London, il calcolo quantistico ha un grande potenziale nell’ottimizzare e comprendere meglio il processo di ripiegamento proteico, offrendo una comprensione più accurata sia delle corrette modalità di ripiegamento, sia dei meccanismi che portano a errori strutturali.
Il calcolo quantistico ha un impatto significativo anche sulla scienza dei materiali. Grazie alla capacità di modellare il comportamento di elettroni e atomi con estrema precisione, i sistemi quantistici potrebbero consentire ai ricercatori di progettare nuovi materiali con proprietà specifiche. Questo potrebbe favorire la creazione di farmaci più efficaci e resistenti. Secondo Accenture, l’industria farmaceutica sta già investendo molto nelle tecnologie quantistiche, riconoscendo il potenziale per supportare la scoperta e la creazione di farmaci più efficaci, nonché con minori effetti collaterali.
Le prime realtà impegnate nel calcolo quantistico stanno promuovendo collaborazioni interdisciplinari per accelerarne l’uso nella scoperta di farmaci. I partenariati tra istituzioni, aziende farmaceutiche e produttori rappresentano un elemento chiave per stimolare l’innovazione e favorire l’avanzamento tecnologico. Iniziative come Q4Bio di Wellcome Leap favoriscono la cooperazione tra esperti di informatica quantistica, biologi e professionisti in ambito sanità, con l’obiettivo di accelerare la ricerca biomedica. Questo tipo di partnership potrebbe rendere obsolete le tecniche tradizionali e contribuire in modo significativo alla riduzione dei costi legati alla medicina.
Il calcolo quantistico potrebbe migliorare i processi di approvazione dei farmaci, rendendoli più rapidi ed efficienti. Uno studio della Cleveland Clinic, IBM, Deloitte e altri partner ha mostrato che questa tecnologia può ridurre gli errori nei trial clinici e nelle simulazioni richieste dagli enti regolatori, come la FDA. Ciò permetterebbe di velocizzare i test su sicurezza ed efficacia, abbattendo tempi e costi senza compromettere gli standard di qualità.
“Diverse aziende e istituti di ricerca stanno già applicando l’informatica quantistica alla scoperta dei farmaci”, dichiara Yuval Boger, Chief Commercial Officer at QuEra Computing. Merck e HQS Quantum Simulations stanno lavorando su applicazioni chimiche quantistiche per una scoperta di farmaci più rapida ed economica. Analogamente, la Cleveland Clinic ha collaborato con IBM per installare il primo computer quantistico dedicato alla ricerca sanitaria, che aiuterà a esplorare nuovi trattamenti e a far progredire la ricerca biomedica, consolidando ulteriormente il ruolo dell’informatica quantistica nell’innovazione sanitaria.
“Nonostante le enormi potenzialità del calcolo quantistico per il settore farmaceutico, molte applicazioni sono ancora in fase di sviluppo”, prosegue Boger. “Per sfruttarne appieno i benefici, saranno necessari importanti progressi nella correzione degli errori, così come nello sviluppo di software e hardware quantistici. Tuttavia, l’aumento degli investimenti in queste tecnologie lascia intravedere un futuro promettente per la scoperta e l’innovazione di farmaci”.


